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Intervista ai Lachaise

Ancora una volta il florido underground italiano ha sfornato una band interessante, ecco a voi un’intervista corale con i Lachaise.

Vi andrebbe di presentare la band ai nostri lettori?
(Steve Rouge) Certamente! I Lachaise sono Nico, Barbara,Valentina, Alberto e….me; in arte Suspiria, Xenya, The Gun, Berna e Steve Rouge. Come descriverci, siamo una band gothic rock, indubbiamente, ma abbiamo una nostra linea che esula dai canoni “classici” del genere.
Portemmo dire che del gothic rock abbiamo tutta l’influenza, ma non per questo ci leghiamo ai suoi stilemi, prendiamo quello che ci serve per creare il nostro sound…ecco….come d’altronde facciamo con tanti altri generi.
(The Gun) Abbiamo da poco pubblicato un album, “Silent Cries For Help” sotto etichetta M.P. & Records. Difficile definire il genere che facciamo: un rock con qualche influenza gothic e sonorità metal ma che non rientra specificamente sotto nessuna di queste “etichette”.

Il nome della vostra band è alquanto particolare…
(The Gun) Più che particolare difficile, nessuno intuisce che è francese e quindi viene sempre pronunciato nel modo sbagliato. Deriva dal cimitero “Père Lachaise” di Parigi.
(Suspiria) Direi di si…ci è piaciuto fin da subito….e lo troviamo in tema con ciò che facciamo, anche se mi sa, la pronuncia giusta non sempre viene capita!

Quali band vi hanno influenzato?
(Suspiria) Per quanto riguarda me personalmente io ormai vivo solo di musica classica e gothic metal…per citare qualche band : Dimmu Borgir, NightWish, Muse, Silentium, Within Temptation…
(The Gun) Questa è veramente difficile, ognuno di noi ha influenze e gusti musicali diversi e penso che sia proprio questa varietà a creare il nostro sound. Personalmente io da piccola ascoltavo Queen e Crosby, Stills & Nash e tanto Claudio Baglioni perché questa era la musica che trovavo in casa e in qualche modo credo che questo abbia influito sui miei gusti musicali. Almeno i primi due.
(Berna) Difficile domanda… sapete, per poter creare un sound accattivante ed originale abbiamo dovuto lasciare un po’ da parte i punti di riferimento canonici del genere. Sicuramente, in questo primo lavoro, le influenze musicali che hanno avuto più peso sono quelle di Nico, avendo composto lui le songs; però vi posso assicurare che ogni persona che ha lavorato in questo album ha dato il suo contributo, il metodo lavorativo è stato molto ‘corale’.
(Steve Rouge) Penso che, volenti o nolenti, le influenze derivate da tutto quello che si ascolta siano infinite. Paradossalmente vi potrei dire che, a livello ritmico forse sono stato più influenzato dal jazz che dal gothic, potete chiederlo a Berna se la mia grancassa tende ad essere “dritta” o meno!!

Direi di passare alla presentazione del vostro primo album “Silent Cries For Help”?
(The Gun) Beh, è il nostro primo album, pubblicato finalmente dopo tante fatiche e registrato quasi “live” senza tante sovraincisioni o fronzoli che spesso si trovano negli studio albums e che dal vivo non potrebbero essere rese se non con sequenze. L’abbiamo voluto mantenere “semplice” ma reale ed onesto.
(Berna) E’, soprattutto, l’album con il quale Lachaise si presenta sulla scena musicale. Per me si tratta di un lavoro fresco, onesto, senza tanti orpelli spesso presenti negli studio-albums. Proprio per presentarci nel modo più veritiero possibile si è voluto proporre una dimensione musicale più umana e meno ‘elaborata’ di ciò che, oggi come oggi, troviamo in commercio.

Cosa significa realmente il titolo?
(Steve Rouge)Potrei scrivere un libro sul significato che io attribuisco al titolo di quest’album. Diciamo che per me è una denuncia dell’esistenza di qualcosa, dentro ognuno, che tutti crediamo sia svanito.
Nonostante la società possa sembrare essere fagocitata dal consumismo e dall’avidità, credo che dentro ogni individuo, in realtà, l’esigenza della semplicità, del dialogo e della fratellanza siano presenti come urla soffocate che non riescono a liberarsi. Penso che vi siano ancora persone capaci di emozionarsi per cose semplici, umane, genuine. Questa è anche la linea seguita per la registrazione dell’album: è sincero, è un sound che lascia lo spazio alle sensazioni, senza soffocarle schiacciandole tra i virtuosismi, ti lascia il tempo di riflettere su quello che stai ascoltando.
(Berna) Beh, tutti noi, nella vita ci siamo trovati in situazioni nelle quali, pur palesando il bisogno di un aiuto, non abbiamo avuto riscontro dalle persone che ci circondano. Chiediamo aiuto, ma il nostro urlo viene fagocitato dal grande rumore della società, diventando, quindi, quasi inudibile… ‘silente’, per l’appunto.

I testi di cosa parlano?
(Suspiria) Di tutto ciò che mi circonda…prendendo spunto da qualsiasi cosa che riesce a catturare la mia attenzione in quel particolare momento!

Io ho particolarmente apprezzato il brano “Wasteland”, a mio avviso il più maturo dal punto di vista compositivo e che probabilmente lascia intravedere i futuri sviluppi della vostra band. Che ne pensate?
(Berna) Diciamo che, dal mio punto di vista, è una canzone molto interessante: dove potenza e dolcezza del suono accompagnati da ritmi rispettivamente incalzanti e molto ‘rilassati’ riescono a tenerti col fiato sospeso… è una song molto emozionante.
(Suspiria) E’ una canzone che da sempre sentiamo molto…tutti quanti…ha una grande energia…e che magari racchiude un po’ quello che vogliamo trasmettere.

C’è un brano a cui vi sentite più legati?
(Steve Rouge) Dal punto di vista dell’espressività musicale, “It’s Just a Dream” è quella che mi lascia maggior spazio, posso rivisitarla in ogni modo. Per quanto riguarda testi e musiche, Wasteland è sicuramente quella che riesce a farmi emozionare di più.
(Berna) Direi Doomed… è la canzone con la quale ho ‘litigato’ di più.
Siete soddisfatti in pieno del risultato ottenuto? Io in fase di recensione non ho potuto non sottolineare l’ottima produzione della voce. Il vero è proprio tallone delle pubblicazioni in campo gothic.
(The Gun)  Abbastanza soddisfatti. Probabilmente in altre condizioni e con più tempo avremmo potuto fare anche meglio, ma con questo principio gli album non verrebbero mai pubblicati, sapendo che possono sempre essere migliorati.

Molto suggestivo l’artwork…
(Steve Rouge) L’artwork è spettacolare, la copertina ci è stata concessa da una ragazza Argentina che ha un fantastico sito internet in cui pubblica i suoi lavori. E’ veramente bravissima. Se posso, lo indico a chi volesse vedere qualcosa in più : www.dark-souls.net .

Soddisfatti dal lavoro svolto dalla M.P. & Records?
(Suspiria) Direi proprio di si…non per tirare delle sviolinate…perché contrasti ne abbiamo avuti e sicuramente ne avremo ancora….ma la serietà che ha la M.P. & Records ha e continua a dimostrare nei nostri confronti è ineccepibile...non si tratta di sole parole ma di vera passione per il nostro lavoro!

Avete delle date in programma?
(Berna) Il lavoro in studio, assieme con altre vicissitudini, non ci hanno permesso di concentrarci sull’organizzazione di eventi live, cosa alla quale stiamo già cercando di rimediare.

Grazie della chiacchierata...
(Suspiria) Grazie a voi per la possibilità che ci avete dato!
(Steve Rouge) Grazie a Voi della possibilità!! Un saluto a tutti i lettori!
(The Gun) Grazie a voi!
(Berna) Nessun problema: è stato davvero piacevole.

g.f.cassatella

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Nome gruppo: Rayon
Titolo: "Runnin' From Elm St."
Genere: Hard Rock
Anno di pubblicazione: 2006
URL: www.myspace.com

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