Intervista ai Factory Of Dreams
Se i Moonspell rappresentano il lato oscuro del Portogallo, i Factory Of Dreams possono essere considerati il lato solare dello spirito lusitano. Hugo e Jessica hanno accettato di rispondere alle nostre domande… e non si sono di certo risparmiati…
Ciao Hugo, che cosa ti ha ispirato per formare una nuova band, nonostante i numerosissimi progetti in cui sei impegnato?
Hugo: Ciao Giuseppe. Sì, sono molto impegnato con i miei progetti! Prima con i Sonic Pulsar, poi con il ciclo Project Creation’s Floating World (3 albums) e ora con i Factory Of Dreams! L’anno prossimo inizierò altri 23 nuovi progetti. Tranquillo, scherzo!
Ho sempre voluto fare un album più accessibile, ai limiti con la musica ambient/new age, ma con voce femminile. Da quando ho completato il nuovo album dei Project Creation ho sentito la necessità di allontanarmi dalla complessità della musica fatta con un PC. Così, ho deciso di utilizzare solo sintetizzatori e vedere cosa sarebbe venuto fuori. Dopo poco più di una settimana mi sono ritrovato con un sacco di nuove idee e su quelle ho iniziato a plasmare le canzoni. La maggior parte si sono rivelate molto eteree in stile New Age, così ho deciso di continuare su questa linea. Volevo unire tutto questo con metal e progressive senza tralasciare la melodia perché senza quella si dimentica la musica. La gente ricorda soprattutto la musica, non la tecnica, che poi è il fulcro dei miei altri progetti. Ho ascoltato il suono dei synth, suonavano bene ma mancava qualcosa. Cosa? Ho aggiunto basso e chitarra e ho cercato una voce. Ma non la volevo maschile e quindi ho escluso la mia o quella dei cantanti dei miei altri progetti. Le mie ricerche mi hanno condotto da Jessica. Sono contento di aver lavorato con lei e credo che tutto sia riuscito al meglio. Ad un certo punto la sua voce per me è diventata un’ispirazione, soprattutto a livello di atmosfere. Lei è svedese e quindi ha portato una sorta di alone algido, oscuro e nebuloso… e un certo mood può solo venire da quel paese.
Jessica: Hugo mi ha contattato via myspace e ho dato prima un ascolto alle tracce dei Project Creation. Ero veramente interessata a lavorare con lui poiché è un ottimo musicista e un ottimo ragazzo. Mi ha spedito un demo clip con una delle canzoni dei Factory of Dreams, io ho registrato alcune parti vocali e così la collaborazione è iniziata. Ci siamo tenuti in contatto via e-mail e messaggi su myspace, durante il periodo in cui registravo le voci. Ancora oggi comunichiamo così anche se non stiamo lavorando insieme. Abbiamo molto da discutere su criceti, cibo e altri argomenti (risate). La temperatura è fredda e quando ho abitato al nord ho vissuto anche inverni a -45C, ma fortunatamente erano rari. Potrebbe anche essere che la temperatura condizioni quello che faccio, al più potrebbe congelarmi definitivamente le corde vocali (risate).
Passiamo ora alla presentazione degli artisti che vi hanno accompagnato in questa avventura.
Hugo: Essenzialmente tutta la musica presente sul disco è stata composta e suonata da me. Le parti vocali sono state arrangiate da Jessica che ha registrato tutte le voci. Occasionalmente, abbiamo qualche musicista con noi: in questo primo album ha suonato il basso Chris Brown (Ghost Circuì) e sul prossimo potremmo averne qualcun altro, magari alla chitarra o al synth.
Fammi aggiungere ancora qualche nota biografica su Jessica: all’età di sette anni ha iniziato a suonare le tastiere finché non ha preso alcune lezioni di piano e poi ha finito per imparare tutto ad orecchio. Ha a iniziato cantare quando aveva 15 e ha scoperto band metal oriented del calibro di The Gathering, Within Temptation, Nightwish, ecc .. Da allora il suo interesse per la musica è cresciuto e all'età di 17 anni Jessica iniziato a scrivere pezzi propri.
Informazioni su di me: ho ricevuto le prime attenzioni con il mio primo album solista nel 2000. Dopo ho formato i "Sonic Pulsar" con i quali ho realizzato 2 album, uno nel 2002 e l’altro nel 2005. Questi dischi mi hanno spinto a creare un album multi-storia, sotto il nome dei "Project Creation" con cui ho pubblicato 2 album finora, uno nel 2005 e uno nel 2007. Ho partecipato anche ad altri progetti come ospite e ho contribuito anche ai tribute cd di Carlos Santana e dei Moody Blues.
Sei stato più che esauriente, direi. Passiamo ora alla presentazione di”Poles”
Hugo: E’ qualcosa di diverso rispetto a quello che puoi sentire in giro. Non è totalmente elettronico e neanche metal, è qualcosa di moderno che parte dall’alternative e dal progressive, ma con tinte dark. Io lo definisco Atmospheric Prog Metal.
Per quanto concerne il concept, Poles tratta lo scontro tra pensieri positivi e negativi, ciò che percepiamo come buono o cattivo e il fatto che l’uno non potrebbe esistere senza l’altro. Inoltre tratta anche di vita aliena o in altre dimensioni. Parla di più argomenti, come vedi. ‘Sight of a better Universe’ tratta di qualcuno che è convinto di essere in una dimensione sconosciuta. ‘Piano in the sea’, tocca lo stesso tema concentrandosi sulla solitudine. ‘Stream of Evil’ è un canzone sui sentimenti contraddittori. ‘Peace Echoing’ è invece sulla pace nel mondo. ‘Air Powerplant’ ha un testo strano: parla di una macchina che fornisce l’aria all’umanità e di come non la comprendiamo.E’ come quando accade di non capire una cosa e per questo ne abbiamo paura e la combattiamo. Parla della paura dello sconosciuto.
Il titolo “Poles” cosa significa?
Hugo: Veramente non lo so. Scherzi a parte, è un’analogia tra il nostro cervello e il nostro pensiero. Così, a meno che non ci siano eschimesi che vivono all'interno della nostra testa, sicuramente non si riferisce al polo Sud o Nord! Ma è anche uno sguardo alle differenze tra le persone e di come tutti dovrebbero essere rispettati. Poli e il nome di Fabbrica dei sogni sembrano evocare qualcosa di molto bello e magico, ma potrebbe essere interpretato come una fabbrica per generare illusioni e così ingannare la gente. D'altra parte, anche questo nome trasmette l'idea di qualcosa di bello e miscelato con i macchinari. Ho voluto creare uno stile di musica atmosferica, con parti in metallo.
Jessica: La mia interpretazione di Poli è che tutto ciò che ha un lato positivo ha anche un lato oscuro. Un positivo per ogni negativo, per così dire. Il nome di Fabbrica di Sogni credo che sia pertinente per il fatto che molti sogni che abbiamo oggi non sono realmente i nostri ma è questa società, la grande fabbrica, che li produce per noi.
Dell’artwork che mi dici?
Hugo: Ho posto molta cura nella scelta dellìartwork. In teoria ogni immagine è stata attentamente pianificata e quindi ciò che era possibile fare è stato fatto. Credo che un album, per essere veramente completo, dovrebbe essere sostenuto da illustrazioni.
E’ stato concepito in modo da riflettere la musica e il suo concetto senza andare troppo lontano per l'ascoltatore. Così, la maggior parte delle tracce sono rappresentate con una specifica immagine e la persona raffigurata in copertina, credo sia Jessica (!) Così, proprio come la musica, la copertina doveva essere molto eterea e sognante… e da incubo. Jessica è caratteristica, è come un fantasma. Una delle mie immagini preferite è quella di “Sight of a Better Universe”, quella in cui il personaggio tocca lo specchio, la finestra di un posto migliore. Si tratta di una metafora verso il nostro modo di vita, monotono e talvolta poco interessante. Spero che piacerà a coloro che acquistano l'album!
Jessica: Penso che le illustrazioni nel libretto vadano bene con ogni traccia che essi rappresentano, hanno catturato un certo qualcosa dell’atmosfera. La mia preferita è probabilmente “Air Powerplant”, questa immagine cattura l'umore molto bene, esattamente come il resto delle immagini. Il pianoforte in mare è un altra davvero piacevole.
Soddisfatto del lavoro svolto dalla ProgRock Records?
Hugo: Sì, molto. E’ gente onesta, fanno una buona promozione e distribuzione. Ho già realizzato con loro 3 album e spero di poterne fare altri. Sono degli ottimi amici.
Oggi qual è lo stato di salute del vostro genere musicale in Portogallo?
Hugo: Niente affatto buono. Come vedi Poles è stato realizzato da una etichetta americana, che comunque è una cosa buona perchè ci garantisce una piena esposizione. In Portogallo poche band possono fare ciò che vogliono, e io volevo molto. Molte etichette impongono cosa fare, fortunatamente io ne ho trovata una diversa. In Portogallo un progetto come il mio ha poca esposizione, triste ma vero.
Progetti dal vivo?
Hugo: Ci piacerebbe fare qualcosa, ma siamo concentrati sul lavoro da studio. Per il momento vogliamo scrivere quanta più musica possibile. Il secondo album è nella mia mente e ha strutture differenti rispetto a quelle di Poles. Jessica non ha ancora ascoltato nulla, non sa cosa l’ aspetta!
Le ultime parole famose...
Io voglio ringraziare Giuseppe e lo staff di Raw and Wild per questa intervista! Ai lettori e ai nostri fan sono sicuro che l’album piacerà. Mettetevi in contatto con noi, rispondiamo sempre! I nostri siti ufficiali sono
www.hugofloresmusic.com e
www.myspace.com/projectcreation, dove è possibile ascoltarci e comprare l’album. Ciao!
Jessica: Grazie per l’intervista! Cercate il nostro album, spero che vi piaccia come è piaciuto a noi registrarlo.
g.f.cassatella
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