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Intervista ai Dunwich

La storia dei Dunwich è sempre stata travagliata. In undici anni tre etichette differenti per ritrovarsi poi senza uno straccio di contratto. Che fare abbandonare? No, i Dunwich hanno deciso di fare tutto da sé. Il risultato? Heilagmanoth, un album che non ha nulla da invidiare alla produzioni delle case discografiche più quotate. E se poi si sposta l’obbiettivo sui contenuti musicali, allora non c’è più battaglia! Claudio e Francesca ci hanno aperto la porta sul loro meraviglioso mondo…

Bentornati! Come mai abbiamo dovuto aspettare undici anni per ascoltare un nuovo lavoro targato Dunwich?
(Claudio) E' vero, gli anni sono 11 perché "Eternal eclipse of Frost", uscito nel 1999     per la Rising Sun, in realtà era il gemello di un altro lavoro completato nel     1996 dove le arie troppo acustiche, contenute in quei brani, furono motivo     di disaccordo e rottura con la vecchia casa di produzione. Letteralmente     venimmo costretti a una pausa di tre anni per "correggere" e  rivedere" alcune parti del lavoro per poi, finalmente tutti d'accordo, vederlo pubblicare nel 1999 con il titolo cambiato in inglese. All'epoca il mercato musicale rispondeva ancora molto bene alle novità e la rete non aveva ancora impostato i suoi standard e protocolli di pubblicazione come oggi ...soprattutto non aveva ancora raggiunto  la velocità e la globalità odierna… per questo "Eternal ecplise of Frost" riuscì a farsi accogliere molto bene da un mercato musicale ancora impostato sulle vecchie metodologie di vendita riuscendo ad essere recensito anche molto bene nelle varie riviste cartacee specializzate. Ricevemmo anche un discreto interessamento da parte di grosse etichette internazionali e anche altre proposte molto appetibili, ma il vero problema era che, da solo, non potevo gestire tutto il progetto e la mole di lavoro che si stava preparando era impressionante. Quindi mentre piano piano tutti i contatti cominciarono via via a scemare, con il tempo che passava nuove tecnologie e nuove frontiere cominciarono ad affacciarsi mutando per sempre la scena musicale. Come Il buon Cthulhu insomma anche Dunwich si addormentò aspettando momenti migliori per tornare.

Sbaglio se definisco Heilagmanoth il vostro migliore album?
(Claudio) Ogni nostro lavoro nasce con una identità precisa e con un suo iter già stabilito. A volte la ricerca di un testo impegna moltissimo tempo a causa della faticosa ricerca della storia, per non parlare poi della stesura musicale dell'arrangiamento. Giudicare quindi quale possa essere il miglior album non è cosa facile, tuttavia dirò che Heilagmanoth segna una riflessione e una ricerca più matura rispetto ai suoi predecessori. La Voce di Francesca aggiunge sicuramente, rispetto al passato, una grazia maggiore al canto.

Ti andrebbe di presentarci il disco?
(Claudio) Heilagmanoth, che in lingua Carolingia significa "Dicembre", segna l'inizio del nuovo cammino proprio nel mese in cui il sole si ferma e riparte di nuovo per dare la speranza della luce nel nostro viaggio. I  testi di questo lavoro partono da una comune ispirazione per poi diversificarsi  nelle varie storie raccontate, mentre la musica, non seguendo una direzione stabilità, ci piace immaginarla come l'andamento del tarocco Zero, cioè il Matto che, armato di solo cuore e una buona dose di Irresponsabilità, cammina per il suo sentiero preoccupandosi solo della sua meta.

Possiamo definirlo un concept?
(Claudio) Come nella precedente trilogia anche Heilagmanoth è legato a una tradizione magico esoterica a cui siamo molto legati, diciamo che il filo conduttore è sempre lo stesso, solo che è raccontato e diversificato in molteplici forme narrative, che alla fine formano un'unica lettura.

C'è un brano a cui vi sentite più legati?
(Francesca) Claudio sicuramente Beowulf perché, come amante della storia antica, mentre scriveva Beowulf in realtà immaginava altri grandi condottieri come Alessandro Magno, Scipione, Mario e il grande Giulio Cesare tanto per citarne alcuni. Francesca ha un legame particolare con "Tales from the Ninth Wave", la canzone che ha segnato il suo ingresso nei Dunwich, mentre la preferita di Roberto è "La lama, il ghiaccio e il fuoco",  brano per il quale ha composto delle linee di basso particolarmente complesse.

Come è stato accolto da pubblico e stampa specializzata?
(Francesca) Sicuramente non possiamo lamentarci dell'accoglienza riservata a questo nostro nuovo lavoro... le migliaia di messaggi di incoraggiamento e complimenti sul myspace, le email, e le splendide recensioni che finora abbiamo ricevuto, ci ripagano di anni di fatica e di battaglie sostenute per non scendere a compromessi.
Ti andrebbe di fare un passo indietro e compiere un escursus rapidissimo sui vostri precedenti tre album?
(Claudio) I primi tre Cd erano una trilogia legata allo sciamanesimo ai racconti sussurrati di notte intorno a enormi falò cerimoniali dove la fiamma del fuoco serviva a tenere vivo il calore e la luce del sole per guidare i nostri personaggi durante il loro viaggio iniziatico da "sul monte è il tuono" alle aurore de "il chiarore sorge due volte"  fino alla "eterna eclisse di ghiaccio"( i nostri primi 3 Cd).

Tre album per tre etichette differenti. Il quarto autoprodotto. Come ti spieghi questo rapporto "conflittuale" con l'industria discografica?
(Claudio) Io nasco come chimico e studioso di tutte le scienze in generale, soprattutto quelle esoteriche. Il grande amore mai sopito per l'alchimia e per la ricerca in generale, hanno da sempre caratterizzato anche il mio modo di interfacciarmi con le persone e di fare anche musica. Penso che quando un produttore doveva decidere se finanziare una visione così particolare della musica, pensando a un ipotetico consumatore finale, doveva per forza farsi venire qualche dubbio su quale poteva essere il suo impatto con il mercato discografico e quindi il forzamento per scendere a patti, creava già una rottura. In realtà era da sempre il mio sogno riuscire a finanziare da solo il progetto Dunwich per dare la vita a quella creatività che volevamo esprimere senza compromessi e su Heilagmanoth non finirò mai di ringraziare Francesca per aver dato il soffio vitale all'opera con la sua voce e Roberto per la sua grande e immensa disponibilità concessa senza confini ...ci sono mancati i fondi necessari questa volta ,ma non la libera creatività.

Heilagmanoth è la dimostrazione che chi fa per sé fa per tre! L'artwork è curatissimo. In un'epoca in cui la musica è in formato mp3, voi avete fatto una scelta controcorrente.
(Francesca)  L'idea di presentare "Heilagmanoth" con una confezione di alto livello è stata una nostra priorità fin dall'inizio... Dunwich non è un progetto musicale isolato, a sè stante. Ci piace vederlo come una città dove artisti di ogni tipo possano ritrovarsi e scambiarsi le proprie esperienze e intuizioni... è quindi venuta naturale l'idea di creare, oltre ad un mondo "musicale", anche uno visivo che accompagnasse la musica di pari passo... e questo è stato possibile grazie all'incontro con Martino Palladini, e al suo grandissimo talento e disponibilità.

Tanto soli nel disco però non siete stati. Numerosi sono gli ospiti. Come sono nate queste collaborazioni?
(Claudio) Le collaborazioni nascono dall'esigenza di sperimentare il più possibile soluzioni Acustiche rispetto al fin troppo sopravvalutato suono campionato … e poi in studio si creano a volte situazioni surreali e divertenti come la splendida "terra di ambra neve e fuoco nero" dove Francesca e il bravissimo Raffaello Simeoni hanno dato vita a una kermesse zingaresca quasi tutta improvvisata lì per lì in studio .. non mi stancherò mai di dire che in quei momenti vedo la finalità del progetto Dunwich!

Come sta andando l'attività live?
(Francesca)  Al momento non abbiamo ancora iniziato l'attività live, in quanto siamo alla ricerca di alcuni elementi per completare la line-up. L'idea sarebbe di riuscire ad organizzare un vero e proprio spettacolo in futuro, possibilmente usando il minor numero possibile di suoni campionati, ma ovviamente ci vorrà del tempo per realizzare questo progetto.

Progetti per il futuro?
(Francesca) Attualmente siamo già al lavoro sui pezzi che andranno a comporre il nostro prossimo album... di sicuro le idee non mancano, speriamo di riuscire a sorprendervi presto ancora una volta!
Grazie e in bocca al lupo. 
Grazie a te per le splendide domande, e a presto!

g.f.cassatella

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Nome gruppo: Rayon
Titolo: "Runnin' From Elm St."
Genere: Hard Rock
Anno di pubblicazione: 2006
URL: www.myspace.com

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