Intersista ai dperd
In un panorama gothic\dark sempre più affollato, sono poche le band che riescono a proporre qualcosa di nuovo. Per nostra fortuna gli italiani dperd sono tra questi pochi. Noi di rawandwild.com non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di fare quattro chiacchiere con Carlo, una delle due menti del gruppo.
Direi di iniziare presentando la band ai nostri lettori…
I dperd sono una creatura mia e della mia compagna Valeria. Nascono in un certo senso come prosecuzione naturale nel nostro precedente progetto Fear of the Storm, con il quale abbiamo scritto belle pagine di musica negli anni 90. Come dperd, dopo aver realizzato un paio di album autoprodotti, siamo arrivati al contratto con la My Kingdom Music. Il resto è storia presente.
Qual è il significato del vostro nome?
Il nome "dperd" è nato per caso, mentre cercavamo un nome per il progetto e contemporaneamente stavamo allestendo il sito internet.
E' stato il nostro amico webmaster a consigliarci di utilizzare qualcosa che ricordasse i nostri nomi.... Prendemmo così le nostre iniziali del cognome (le "d") che, Valeria ed io, abbiamo da coniugati, unendole con il per... Ne risultò una cosa talmente strampalata da farmi decidere di adottare quella buffa parola senza senso e per di più scritta sempre minuscola, come nome della band.
Quali sono le vostre influenze?
Da bambino frequentavo assiduamente il cinema vicino casa: sono cresciuto con tutta la musica da film degli anni sessanta e settanta. Successivamente ho scoperto la wave, che ascolto ormai da più di 20 anni .
Dovendo descrivere la vostra musica quale aggettivi utilizzereste?
Intimista, crepuscolare, malinconica, commovente, trascinante, coinvolgente, profonda, bellissima..... Certo, il mio è forse un giudizio di parte...(eh, eh !!)
Vi caratterizza l’uso della lingua italiana, cosa abbastanza inusuale per il vostro genere. Come mai questa scelta “coraggiosa”?
Più che coraggiosa direi necessaria, dato che Valeria odia cantare in inglese, tanto da minacciarmi di non cantare mai più qualora questa eventualità venga da me contemplata.
Ti va di parlarci di Regalerò Il Mio Tempo, il vostro nuovo album?
L'album è nato tra le nostre mura domestiche giorno dopo giorno, nota su nota, strumento dopo strumento. Alla fine ho preso il mio registratore multitraccia ( non senza enorme sforzo fisico da parte mia ) e mi sono "trasferito" nello studio di "Pseudo" dei "Nen.t.e.", per il mixaggio. Dopo qualche mese di gestazione era nato un nuovo "figlio" in casa dperd. In "Regalerò il mio tempo" c'è tutta la nostra paura, rabbia, frustrazione, isolamento, anticonformismo e tutto quel malessere che si ha quando, uscendo da casa, si è costretti a relazionarsi con le cosiddette persone "normali".
Come sono nate le canzoni contenute nell’album?
Le canzoni nascono da un' idea a volte casuale; su questa viene poi imbastita tutta la struttura del brano. Ad un certo punto la song prende vita e iter propri, tanto da esser costretti, talvolta, ad eliminarne l'idea originale perchè avulsa dal contesto. Riserviamo alla fine la stesura del testo.....
Scelta particolare è stata quella di reinterpretare il celeberrimo brano di Morricone “Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo”….
Non tanto particolare, se consideri la mia passione per il cinema degli anni 60/70. Io credo che la differenza tra i generi musicali consista nella differenza degli arrangiamenti. Fondere due temi distinti in un unico brano e "darkizzarlo" è stato molto divertente.
C’è un brano a cui vi sentite più legati?
Credo che la title track sia il brano a cui siamo più legati: è quello che, più di tutti gli altri pezzi, possiamo definire composto da Valeria e da me al 50%
Quali sono le tematiche trattate nei vostri testi?
Dentro i nostri brani puoi percepire tutta la solitudine che si può "subire" ai giorni nostri, in una società sempre più spersonalizzante, nella quale l'individuo viene annullato in favore di una maggioranza sempre più vuota, vacua e vana. In più, si possono cogliere tutti i nostri sogni e le aspirazioni impossibili.
Come è stato accolto da pubblico e stampa specializzata?
La stampa specializzata è sempre stata molto buona nei nostri confronti, negli anni. Anche per "Regalerò il mio tempo" ci sono state recensioni meravigliose e commenti fantastici da tutti coloro che lo hanno ascoltato. Per quanto riguarda le vendite, in questa nostra società dove anche l'arte diventa sempre più un prodotto da consumare in fretta, per poi consumare in fretta qualcos'altro, non mi aspetto che una musica d' "anima" possa avere un grande riscontro da parte di un pubblico numeroso.
Come sta andando l'attività live?
Niente attività live per adesso. Potrei mettere in piedi una band vera e propria con l'aiuto di qualche amico, ma sarei molto perplesso sul risultato.... In più sono molto esigente sulla scelta del posto dove eventualmente dovremmo esibirci: non credo che il nostro sia un genere di musica che possa essere suonato nei pub, tra gente "coinvolta inconsapevolmente" nel concerto. Tutti i live di un certo tipo di musica, alla quale ho assistito, che si sono svolti in un contesto non idoneo, sono stati poco gratificanti per gli artisti che li hanno effettuati.
A voi il compito di chiudere l'intervista…
Ci auguriamo di non aver tediato il lettore con questa intervista...
g.f.cassatella
<<< indietro