Intervista Dark End
Salve ragazzi iniziamo col presentare la vostra band ai lettori di Raw & Wild spiegando chi sono i Dark End e soprattutto quale è il vostro principale concept.
Ciao a Tutti,
Bhe prima di tutto siamo in sei: Luca Gregori : Voce, Jorè Storchi: Chitarra solista,
Andrea de Pietri: Chitarra ritmica, Simone Rebucci: Basso, Simone Giorgini: Tastiere, Riccardo Valenti: Batteria. Poi c’è da dire che siamo insieme da non moltissimo tempo, la band si è completata ufficialmente solo quest’anno a Marzo da quando Greg (Luca, voce) si è unito alla band. Il nostro cd di esordio, è stato cantato da una persona (un losco figuro a dirla tutta J) che ci ha dato una mano perché il nostro precedente cantante è uscito dalla band prima di registrare.
I brani che avevo scritto (Jorè), si sono completati man mano che arrivavano gli elementi e alla fine anche se siamo partiti da basi scritte da me, il loro apporto è stato fondamentale.
La prima produzione è sotto Necrotorture Agency, una delle agenzie più rinomate nel campo della promozione del metal estremo in Italia che ha voluto puntare ultimamente su band italiane come voi, WhenLoveFinishes ed Ecnephias, come siete entrati in contatto con loro?
Io sono anche il chitarrista dei WhenLoveFinishes, quindi lavorare con la Necrotorture Agency è stata una scelta naturale, anche grazie al grande lavoro che fanno. Ho potuto sottoporre loro il materiale dei Dark End, che è piaciuto e quindi abbiamo cominciato a buttare le basi del progetto.
La critica oggi giorno è uno dei mezzi più importanti per la divulgazione del proprio prodotto, come stanno andando le prime recensioni? Credete sia più importante essere promossi in Italia o anche all’estero?
Devo dire che il prodotto Dark End sta andando parecchio bene, è un debut album ed è sicuramente da limare, ma allo stesso tempo è un progetto piuttosto ragionato che esce ora ma ci sono dietro degli anni di studio. L’unica pecca che noi gli attribuiamo e il budget basso col quale abbiamo dovuto lavorare che ha dovuto necessariamente penalizzare alcune parti del progetto, ma tutto sommato anche per questo siamo molto soddisfatti. Il fatto è che si ha sempre l’impressione che in Italia il prodotto italiano venga sempre snobbato. Non mi stancherò mai di ripetere che se gli italiani apprezzassero un po’ di più il proprio metal, si creerebbe più interesse per tutti i gruppi. Faccio sempre quest’esempio: quante sono le band Metal in Italia (stando bassi) 10000? Se tutte si comprassero reciprocamente il proprio cd i prodotti girerebbero e creerebbero interesse.
Succede in tutto il mondo tranne che da noi. E tra l’altro i cd nostri costano pure molto poco.
Bene, dopo aver discusso di uno dei punti fondamentali della promozione di una band passiamo al solito tasto dolente… i live! Pur non essendo l’Italia un ottimo territorio per suonare musica dal vivo, soprattutto se si è una band underground, noto invece con piacere che voi riuscite comunque a fare delle date… avete qualcosa in più che vi aiuta o è semplice frutto della vostra determinazione nel voler suonare?
Determinazione e caparbietà. Gli spazi a volte vanno creati o addirittura presi, e ben raro che nella vita la gente sia disposta farti spazio a gratis. Il punto sta nel cercare di non avere pretese da star, di avere chiaro il fatto che i live sono promozione prima di tutto e che non ci si guadagna. Per il resto poi ovvio bisogna che le performance siano professionali il più possibile in modo che gestori e pubblico rimangano sempre soddisfatti.
Cambiamo tema, il vostro cd, la vostra musica, la vostra band.. come volete definirla, che cosa la gente ha capito di voi e cosa invece non è stato ancora compreso.
Black Metal Sinfonico è quello che cerchiamo di fare e cerchiamo di farlo al meglio, credo che fin’ora siamo stati abbastanza compresi. Certo qualcuno che fa delle critiche c’è, ma noi certamente non scriviamo musica per piacere a tutti. Inoltre anche tra chi critica a volte troviamo delle persone competenti che comunque analizzano bene il disco cercando di essere costruttivi, ed altre invece che probabilmente non dovrebbero recensire black metal. Poi al di la della critica quello che importa è il pubblico, col quale fin’ora il rapporto è stato buono.
Quali progressi intendete fare? Ci sono delle novità in cantiere?
Stiamo scrivendo il nostro secondo cd che speriamo sarà migliore del primo dal punto di vista della sostanza, la forma sarà sicuramente superiore. Per il resto siamo impegnati a farci conoscere, cosa non facile soprattutto in italia.
Devo complimentarmi con voi per la professionalità dell’artwork e del cd in generale, chi ha curato il tutto?
La produzione è stata fatta in uno studio giovane ma capace a nostro avviso, visti anche i budget limitati di cui potevamo disporre. Per quanto riguarda l’artwork invece è stato fatto da un giovane pittore Modenese, sono tutti oli, peccato che la scannerizzazione non renda effettiva giustizia alle sue opere, poi l’assemblaggio è stato fatto ancor una volta con poco budget ma il risultato è stato soddisfacente.
Oggi giorno sono tante le prospettive ed in sogni delle band, credo sia impossibile fare musica senza avere degli obiettivi da raggiungere.. il vostro qual è?
Ma il nostro sogno è quello di poter diffondere la nostra musica il più possibile al pubblico ed incontrarlo il più possibile durante i live. Poi certo chi non vorrebbe raggiungere il mainstream,
ma non ci pensiamo nemmeno, non ci interessa fare le star. Ci accontentiamo di molto meno sicuramente.
I Dark End nella vita di tutti i giorni… chi sono?
Sono dei musicisti impegnati a fare anche altro. Un grazie va dato alle nostre famiglie che ci sostengono che ci hanno dato la possibilità di studiare musica.
Chiudete a vostro piacere questa nostra intervista, avete campo libero, dite tutto quello che vi passa per la mente!
Grazie dello spazio concessoci, rinnoviamo come di consueto l’invito alle band di collaborare fra loro e al pubblico di interessarsi della scena italiana perché spesso è sottovalutata ed invece in casa nostra abbiamo dei bravi artisti.
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