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Intervista ai Cripple Bastards

Realtà sempre in trasformazione i Cripple Bastards. Ma se la musica cambia, l’odio resta. All’indomani della pubblicazione di Variante Alla Morte, nuovo album della band piemontese, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giulio The Bastard, leader indiscusso del gruppo.

Ciao Giulio, avevamo lascito i CB alle prese con il doppio DVD “Blackmails And Assholism”, opera che probabilmente ha segnato la chiusura di un ciclo o sbaglio?

Sì, il doppio DVD è un po’ la storia dei Cripple Bastards su video dal 1988 a qualche mese prima della registrazione dell’ultimo album. Nella parte realizzata a documentario c’è un po’ tutta la cronologia delle nostre uscite precedenti e un’analisi dettagliata dei 3 full length che hanno preceduto l’attuale “Variante alla morte”, quindi concordo nel dire che chiude un ciclo.

Se nella copertina del DVD era il blu a farla da padrone, il rosso è il protagonista assoluto del vostro ultimo lavoro “Variante Alla Morte”. Cosa si cela dietro il titolo dell’album?
L’accostare il rosso al semplice B/N è una caratteristica abbastanza ricorrente nella grafica CB, sono i tre colori che si abbinano meglio a quello che viene sviluppato attraverso i testi. In questo caso comunque avevamo lasciato totale libertà di colore al disegnatore (Mario “Majo” Rossi di Dampyr) e questo è stato il risultato, secondo noi davvero notevole e innovativo, se messo a confronto con tanti artwork precedenti nella discografia CB. Spero che deluda moltissimi fan di quelli che si aspettavano il classico pugno in faccia super-offensivo e irritante!!  Il titolo dell’album sta principalmente ad indicare tutto lo strato sociale composto da persone che vivono non sentendo la vita, conducono un'esistenza vegetativa fatta di passività e schemi preconfezionati senza probabilmente rendersi nemmeno conto di respirare. L'intero disco é incentrato sul senso di angoscia e di morsa che si stringe portato dalla crescente sovrappopolazione.

Come è nato questo disco?
È quello che abbiamo concretizzato in svariati anni di prove dopo la registrazione del precedente “Desperately insensitive”.  I grossi cambiamenti stanno in una diversa accordatura, un nuovo gusto di produzione, una coesione maggiore rispetto a prima (nei precedenti album buona parte della musica veniva scritta da me, su questo è un lavoro di squadra realizzato parallelamente da tutti e 4) e un migliore affiatamento tra noi dovuto in particolare ai tanti concerti/tour insieme. Concettualmente, a livello di testi è semplicemente l’evoluzione di quello che era stato espresso su “Misantropo a senso unico”, sono passati quasi 10 anni – questo è quello che c’era da mettere nero su bianco oggi.

In fase di recensione ho definito VAM il vostro approdo definitivo al metal. Pur essendo evidenti le influenze Punk e Hard Core che da sempre vi contraddistinguono, è innegabile come in questo disco abbondino soluzioni di matrice death e forse anche thrash…
Secondo me l’impatto più metallico che si può avere da questo disco affiora solo dai primi ascolti, perché l’orecchio di un ascoltatore CB non è subito abituato ad un’accordatura del genere e a una produzione così granitica/pesante sui nostri pezzi. La struttura di base rimane molto Grind/Hardcore e hai detto bene, Thrash. Di certo il metal a cui facciamo riferimento non è quello dei gruppi death o metalcore in circolazione oggi, ma più i superclassici Thrash del passato cioè Slayer, Testament, Nuclear Assault, S.O.D., Dark Angel, Carnivore, primi Entombed e così via… comunque band che sono sempre piaciute sia ad un pubblico HC che a quello più strettamente metallaro. Se stai a vedere, anche il cantato si discosta moltissimo dai canoni classici del death – nell’averlo impostato tutto in italiano cerco semplicemente di reinterpretare in chiave personale quello che ho assimilato in anni e anni di passione per band come Negazione, Nerorgasmo, Wretched e così via… di più metal (o grind) sul cantato “latino” le uniche influenze esterne possono essere state Brujeria, Asesino e Ratos de Porao, che ho sempre ascoltato moltissimo. 

La scena metal è una scena abbastanza chiusa. Come ti spieghi il fatto che una band come la vostra non propriamente metal goda di così tanto rispetto?
Mi sembra che i CB piacciano ad una buona fetta della scena metal estrema ma di certo non ai più integralisti nel settore.  Chi spazia un po’ negli ascolti riesce a decifrare quello che facciamo. Il rispetto non so da cosa derivi.. i testi, l’attitudine, la longevità… non credo di essere in grado di interpretare quel che pensa chi ci segue.

In questo disco credo che tu abbia anche adottato alcune nuove soluzioni vocali, soprattutto per quanto riguarda i bassi.
Sì, come ho spiegato prima, da qualche anno a questa parte abbiamo abbassato l’accordatura di chitarra/basso e quindi ho dovuto re-impostare diverse linee vocali per farle collimare meglio al nuovo tipo di suono sviluppato.  È stato un lavoro infernale e fino all’ultimo momento prima di registrare mi ha veramente messo nel pallone, considerato anche che in studio mr. Fredman non ti mette molto a tuo agio ma cerca piuttosto di avere un bersaglio da sfottere! Quindi è stata una sfida notevole  e sono contentissimo del risultato finale.

Un aspetto che salta all’occhio è la veste grafica del cd. Come mai avete abbandonato le tradizionali immagini fotografiche che contraddistinguevano i vostri precedenti lavori a favore di un disegno?
Non è comunque la prima volta che i CB adottano un disegno come soluzione grafica (vedi la linea delle due stampe diverse di “Your Lies In Check”).  Per VAM volevamo semplicemente cambiare proponendo uno spunto nuovo e non dare al fan più classico quello che si aspettava - perché riciclarsi su vecchi schemi per accomodare qualcuno non è mai stato il nostro stile, meglio piuttosto abituare a qualcosa di nuovo.  Se ci ripetessimo ad oltranza sullo stesso punto, faremmo perdere anche il fascino dell’irripetibile a lavori precedenti come la mitica copertina di “Almost Human” tanto per farti un esempio!!!

Ciò che non muta mai è la rabbia contenuta nei testi…
I testi dei nostri dischi sono la vita di tutti i giorni filtrata attraverso la negatività CB, il malessere esistenziale ritratto secondo uno stile elaborato e perfezionato nel corso degli anni.  Non c’è dentro alcun richiamo politico o messaggi particolari, sono solo uno spaccato di guerra personale tra l’individuo e quello che affronta all’esterno.

VAM ha rappresentato l’approdo alla Feto Records. Impossibile non ripensare alle immagini di BAA in cui, giovanissimi, eseguivate cover dei Napalm Death. Com’è lavorare con Shane Embury? E come siete entrati in contatto con la casa discografica inglese?
Shane Embury è una persona molto semplice e disponibile, pratica e onesta. Quando non è in tour con i ND o qualche altra sua band si dedica anima e corpo all’etichetta e anche sua moglie più gli altri collaboratori FETO si rivelano sempre molto efficienti. Ho passato l’estate ad impostare la preparazione di questo release stando in stretto contatto con lui e mi ha dato il massimo dell’assistenza e della collaborazione.  L’amicizia è nata suonando insieme sia ai ND che ai Brujeria – poi nel 2006 eravamo già andati da Fredman per registrare lo Slimewave su Relapse e quando l’abbiamo mandato in anteprima a Shane gli è piaciuto un casino e ci ha fatto il contratto per questo album.  Quand’ero un ragazzino e ho iniziato i CB, i Napalm Death erano una specie di entità sovrannaturale per me e il vecchio chitarrista Alberto The Crippler, mi ricordo ancora che nel capodanno del 1988 avevamo preparato tutte le bottiglie di spumante con al posto dell’etichetta un adesivo con il logo dei Napalm (!!!) : non erano semplicemente “il gruppo preferito” ma proprio un universo fatto di estremismo esistenziale, modo di concepire la non-musica e molto di più. È chiaro che crescendo l’ottica cambia, però ti assicuro che il lavorare a fianco di una persona che ha fatto così tanto per il genere che suoniamo è una soddisfazione enorme.

Avete programmato un tour?
Da qui alla fine dell’anno abbiamo un bel po’ di concerti in Italia e un festival in Polonia. Nel 2009 c’è in ballo un tour in Cailfornia, ad Aprile, e qualche data in giro per l’Europa insieme ai Venomous Concept, che poi sono Shane, Danny Herrera e Dan Lilker + Kevin Sharp (Brutal Truth).

Un legame di sangue ti lega all’Europa dell’est. Cosa ne pensi delle recenti vicissitudini georgiane?
Come sai non parlo molto di politica perché ciò che deriva dai miei legami di sangue mi porta ad essere molto estremista a riguardo, cosa che non voglio vada a interferire con l’espressione CB.  Per molto tempo sono stato filo-Russo sia per l’appoggio che hanno dato alla Serbia che per il semplice fatto che sono la forza principale dell’Ortodossia in Europa. La manovra in Georgia mi ha lasciato però intravedere troppa ipocrisia: quel tipo di intervento armato avrebbero dovuto farlo in Kosovo qualche mese prima e tutti sanno come sarebbe andata a finire per gli albanesi. Hanno volutamente lasciato passare perché sapevano che ci sarebbe poi stata la reazione a catena in Georgia e lì nessuno li avrebbe ostacolati nell’usare il pugno di ferro. Questioni di interessi ovviamente.

A te la conclusione…
Grazie per lo spazio concesso, per chi fosse interessato al merchandising dei Cripple Bastards (CD, DVD, magliette, vinili) e a un enorme catalogo Grind, Hardcore, Thrash, Doom, Metal, Stoner ecc consiglio il nostro negozio online   www.scareyshop.com, www.cripple-bastards.com, www.myspace.com/cripplebastards

g.f.cassatella

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Nome gruppo: Rayon
Titolo: "Runnin' From Elm St."
Genere: Hard Rock
Anno di pubblicazione: 2006
URL: www.myspace.com

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