Intervista ai Circle II Circle
Io e Zak Stevens abbiamo una cosa in comune: entrambi abbiamo iniziato a “frequentare” i Savatage grazie a Edge Of Thorns, album della band statunitense pubblicato nel 1993. Lui come cantante, io come fan… Il vecchio Zak ormai non è più il cantante dei Savatage da un bel po’, però è rimasto uno di famiglia. Se poi si vanno a tirare le somme dalla sua fuoriuscita dal gruppo, i Savatage hanno pubblicato un solo disco, mentre la sua nuova creatura, i CIIC, ne hanno pubblicati quattro (più una manciata di Ep). In occasione dell’immissione sul mercato del più che discreto Delusions Of Grandeur, Zak ci ha parlato del nuovo disco e dei suoi trascorsi nei Savatage, lasciando intuire che il passato potrebbe anche trasformarsi in futuro…
Ciao Zak, come va ?
Va tutto molto bene, grazie.
Ti andrebbe di presentarci l’ultima fatica partorita in casa CIIC, “Delusions of Grandeur”?
Si tratta di una raccolta di canzoni che amiamo definire i “nostri deliri di grandezza”. Ma in realtà è solo la logica prosecuzione della nostra maturazione come band. Siamo molto soddisfatti del modo in cui è venuto fuori. Ci auguriamo che a tutti l’album piaccia quanto è piaciuto a noi.
Quando avete iniziato a scrivere il materiale che è finito nell’album?
Abbiamo iniziato a scrivere il materiale lo scorso ottobre, mentre le registrazioni sono iniziate il 10 dicembre 2007 presso gli Jay Stanley Productions Home Studio. Abbiamo finito il processo di mastering finale il 4 febbraio 2008.
Quali sono le principali differenze tra “DOG” e “Burden of Truth”?
Abbiamo scritto entrambi gli album utilizzando il medesimo processo compositivo, perciò ritengo che i due cd siano molto simili. La nostra musica ovviamente si è evoluta ancora una volta con DOG. Presumo che per il prossimo album le cose non cambieranno di molto.
Cosa ti aspetti da questo disco?
Per quello che abbiamo sentito in giro finora, abbiamo grandi speranze per questo album. Ha portato un’aura di freschezza nella musica per i CIIC. Ogni volta che facciamo un disco pretendiamo sempre di più da noi stessi rispetto all’album precedente.
E sulla produzione del disco cosa puoi dirci?
In realtà, il merito maggiore va al bassista/tastiera/chitarrista/cantante Paul Michael Stewart, al quale va il mio ringraziamento. L’album è stato prodotto da Mitch e da me, e mixato da Jay Stanley nello studio di registrazione della sua casa vicino a Orlando (Florida). In quello stesso studio avevano registrato il proprio disco Altar Bridge e Sevendust poco prima che iniziassimo la registrazione.
Cosa si nasconde dietro il titolo dell’album?
Prende in esame il modo in cui un sacco di persone nel mondo restano deluse quando si rendono conto di non essere così grandi quanto credono. E’ solo un gioco, tutte le questioni di ego che ci sono dietro le cose che riguardano ognuno di noi e molti ambiti del moderno mondo degli affari.
E invece della splendida copertina che ci dici?
E’ molto esplicita, raffigura un tizio sofferente per le proprie delusioni di grandezza!
Quali sono i temi trattati nei testi?
Parla di tutta una serie d’esperienze che mi sono capitate. Cose normali di vita quotidiana che possono capitare a chiunque, immagino.
Questo è il vostro quarto album pubblicato AFM Records. Siete soddisfatti del lavoro svolto dall’etichetta tedesca?
In questi sei o sette anni siamo cresciuti entrambi, noi come band loro come etichetta. Ci hanno sempre sostenuto in passato e siamo lieti di lavorare con loro anche per DOG. Sono sicuro che faranno bene anche per questo disco.
Avete già delle date confermate o qualche informazione riguardanti tour da darci?
Saremo in tour in Brasile a partire dal 9 giugno, per un’avventura lunga una settimana. Poi andremo in tour negli Stati Uniti con i Jon Oliva's Pain in settembre. A fine ottobre gireremo l’Europa, per poi tornare a casa negli Stati Uniti.
Oggi, qual’e lo stato di salute del metal negli Stati Uniti?
Le cose vanno sempre meglio grazie alle nuove band senza dimenticare che i vecchi gruppi, come CIIC, continuano a rompere il culo! Le nuove metal band che vanno forte negli Stati Uniti come Firewind, Dragon Force e Killswitch Engage stanno dando una grande mano a tutto il movimento metal americano.
Nel 200 hai lasciato i Savatage, sei ancora soddisfatto della tua scelta?
Se mi guardo indietro non ho alcun rimpianto. Dalla mia fuoriuscita dal gruppo loro hanno pubblicato un solo disco. E poi chissà, non è detto che un domani non si torni a suonare insieme per una re-union o qualcosa di simile…
Grazie di tutto, Zak.
Grazie a te, Giuseppe
g.f.cassatella
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