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Intervista agli Aura

L’Italia ha una solida tradizione in campo progressive e a rinnovarne il mito ci pensano gli Aura, band che ha appena pubblicato il proprio nuovo album, A Different View From The Same Side, per la sempre attiva My Kingdom Music.

Ti va di presentare la band ai nostri lettori? Ne avete fatta di gavetta o sbaglio?
Innanzitutto salve a tutti! Sì, noi siamo gli AURA, una band progressive che ha preso il largo nel lontano 1996, quando ancora erano in forse fra le nostre file, Giuseppe Bruno e poi, in seguito, Salvatore Cataldo… entrambi partiti per altri lidi! Abbiamo all'attivo tre demo e il promo cd "New Life" del 2004, che ci ha permesso di firmare per la My Kingdom Music e far uscire cosi nel 2008 il nostro primo cd ufficiale "A Different View From The Same Side". Rispondo affermativamente anche al resto della domanda. Sì, ne abbiamo fatta parecchia di strada e di gavetta… tanta! Abbiamo suonato un po' dappertutto in Italia: in grandi eventi come l'Agglutination  Metal Festival o l'I Tim tour,  in  locali come il Transilvania di Milano, oltre a decine e decine di contest e concorsi musicali in varie zone d'Italia. Palchi ne abbiamo visti tanti e molti ancora, si spera, vorremmo vederne!

Quali sono le vostre influenze?
Nella sala prove in cui suonavamo all'inizio della nostra avventura c'era una band che suonava sempre prima di noi. Erano dei "vecchietti", così li chiamavamo perchè noi eravamo sbarbatelli e loro no e ci deliziavano con le migliori cover rock e rock prog degli anni 70. Così ci siamo appassionati a quella musica: King Crimson, P.F.M. Rush, Led Zeppelin, Genesis, oltre alla musica che tra virgolette ci apparteneva di più perchè della nostra generazione, come il metal classico degli anni 80 e il thrash. In realtà col tempo poi capisci che la musica non ha generi, o ti piace perchè ti emoziona oppure non ti da' niente. Allora può essere che ascolti Jazz, Micheal Jakson, Dave Matthwes Band, Vangelis e non ti accorgi neanche di quanto ognuno di questi sia distante uno dall'altro. Secondo noi esiste solo musica che emoziona e musica che non lo fa', così ci lasciamo influenzare da tutto quello che ci da' buone sensazioni indipendentemente dal genere. Ma tu forse parli di quelle “influenze” che si prendono d’inverno quando si sta molto tempo sotto la pioggia..? Ahaha! Vogliamo essere tutti sani in salute!

Quanto è importante la tradizione progressive italiana per il vostro sound?
Direi molto, in buona sostanza fra quella che potremmo chiamare la “scuola americana”  e quella che è stata la grandiosa scuola italiana o europea. Diciamo che nel nostro sound siamo stati influenzati più dal rock inglese anni 70. Invece per quando riguarda l'attitudine sicuramente dalle band italiane che all'epoca erano molto coraggiose e propositive, proprio come stiamo cercando di fare noi in un panorama italiano ormai in mano a poche persone e a livello di gusti molto limitato. La nostra scelta è quella di portare avanti la nostra musica, quella che ci piace suonare, come si faceva appunto negli anni 70 in Italia.

Secondo voi esiste una scena prog (metal e non metal) italiana che possa essere paragonata a quella degli anni 60/70?
Ci sono delle band molto valide che occupano la scena italiana, molti potrebbero anche sfondare, far parlare di loro in Italia, nel mondo, ma non è la qualità della band, ormai, a fare la differenza. Quello della musica, ora come ora, è solo un mercato, ed ESSA stessa è una merce che a seconda della quantità di richiedenti si adatta alle svariate forme che prende la società!
Non esiste più, il buon numero, il buon uditore, esiste solo una massa informe di persone alle quali vengono propinati brani e band dai nomi altisonanti, dalle copertine colorate o dal nuovo taglio di capelli che di sicuro sarà poi a breve portato da quello specifico target dì età…come programmato in sede pubblicitaria! Sad but true!  

Cosa potete dirci di “A Different View From The Same Side” la vostra ultima fatica?
Questo è un album nel quale abbiamo cercato, e probabilmente siamo riusciti, a riversare molto di quello che noi siamo in quanto persone, uomini, musicisti! E varie locations ambientative sono scaturite da momenti personali, da situazioni intime nelle quali, chi prima chi dopo, ci siamo venuti a trovare nel corso della nostra vita! Volte più dure, a volte più semplici da affrontare, queste SITUAZIONI si propagano poi nella vita di ognuno, fino ad essere metabolizzate fino a diventare, dopo essere state altro, qualcos’altro ancora... (esperienza, saggezza, ricordi!)! Ed ecco che la visione cambia ancora, portandoci a riflessioni che retroattivamente ci insegnano, anche a distanza di anni, silenziosamente, quasi senza essere mai state vissute!

Quali sono le tematiche trattate nei vostri testi?
Sogni, abbandoni, morti, aldilà, Amore, gioie, silenzi, pace, decisioni, svolte… ADVFTSS è un album che riflette su ciò su cui s’è riflettuto… che riporta alla mente…che richiama all’ordine…che ci ricorda chi siamo davvero, senza insicurezze, senza svalutazioni!

Come nascono le vostre canzoni?
In realtà non c'e' una regola e ogni volta cerchiamo metodi diversi perchè ci piace molto cambiare. Si può partire da un’idea, da un riff, da un groove. Diciamo comunque che il nostro concetto di musica non prevede schemi quindi e' difficile programmarne un percorso.

Come sta andando l'attività live?
Abbiamo già proposto dal vivo alcuni dei pezzi estratti da "ADVFTSS" in estate e abbiamo subito notato che la direzione intrapresa con questo disco sembra piacere alla gente. Abbiamo in programma alcune data a fine mese e il mese prossimo, poi speriamo di programmare al più presto le date per la  primavera.

Qual è il vostro rapporto con il web?
Ottimo direi. Anzi direi che siamo quasi diventati dipendenti...Comunque si...E' un mondo affascinante. E poi noi siamo la web generation ahahhaa Come tutti oggi abbiamo una nostra pagina myspace che gestiamo direttamente (www.myspace.com/auraonline), dove trovate tutte le nostre novità. Noi siamo sempre online, veniteci a trovare quando volete...

A voi il compito di chiudere l'intervista...
Cavolo già e' finita l'intervista?...aahhaah....Ci stavamo prendendo gusto. Allora beh facciamo i seri... Grazie a Raw and Wild per l’ottima recensione e per lo spazio dedicato agli AURA, un grazie a tutti coloro che ci hanno seguito fino ad ora e che magari ci hanno appena conosciuto. Alla prossima AURA.

g.f.cassatella

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