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Intervista ad Alberto degli Schizo
Schizo are Back!!! - 2007 gli Schizo sono tornati…
Il nuovo cd “Cicatriz Black” segna il ritorno sul mercato discografico della grande band siciliana; ne abbiamo approfittato per scambiare quattro chiacchiere con Alberto Penzin, da sempre leader e portavoce della storica band.
Un ritorno in grande stile e con tutte le carte in regola per suggellare il come-back degli Schizo, macchina da guerra del metal estremo; ti va di parlarci del nuovo album? Cosa nasconde un titolo così emblematico come “Cicatriz Black”?
“Grazie amico! Titolo, in primis: una chiara metafora riferita al nostro tribolato passato, un’idea che avevo in mente già da diversi anni ma sempre attuale, nel nostro microcosmo. Spunto involontario, la ben nota citazione ‘what doesn’t kill us makes us stronger’ mai passata di moda dalle nostre parti. Musicalmente parlando, credo tu abbia ben individuato le coordinate sonore dell’intero lavoro, quindi mi allineo alla tua entusiastica recensione su queste stesse pagine, piuttosto che dilungarmi io stesso sul medesimo. E non è una scusa per tagliare corto.”
Gli Schizo sono una leggenda del panorama metal tricolore, sono cresciuto a pane e “Total Schizophrenia” e da allora di tempo ne è passato davvero tanto. Alberto puoi dirci quali sono le sostanziali differenze che hai riscontrato tra la scena metal degli ‘80 e l’attuale panorama musicale inflazionato purtroppo dai vari Lacuna Coil et similia che di metal a mio modesto parere hanno ben poco. Forse è cambiato davvero molto da allora, non sei d’accordo?
“Non è cambiato molto, è cambiato quasi tutto. Mp3, Emule, Myspace, DSL banda larga, HD recording e così via al posto delle cassette, dei flyers in b/n, dei francobolli, delle lettere scritte a mano. Però qualcuno ha ancora la voglia di fare le cose idealmente come ai vecchi tempi, pur appartenendo al nuovo millennio [leggi sfruttando la tecnologia in maniera non becera]. Noi siamo fra quelli. Anche se chiaramente dei piccoli compromessi concettuali devono far parte dell’equazione, tipo ad esempio lo Schizo-myspace che stiamo allestendo in questi giorni…”
Non riesco più ad entusiasmarmi tanto facilmente con le nuove uscite, ma ti confesso sinceramente che quando ho ascoltato “Cicatriz Black” ho pensato… cazzo, gli Schizo sono tornati! Non che “Sounds of Coming Darkness” fosse un brutto disco ma non mi entusiasmò molto all’epoca. Col senno di poi, ti sentiresti di affermare che quell’album rappresentasse gli Schizo al 100%?
“No, in tutta sincerità. Ma non rinnego nulla di quello che abbiamo / ho fatto. Senza gli errori molte cose non si capirebbero mai.”
Facciamo un altro passo indietro adesso; dopo l’uscita di “Mondocane Project One” (insieme ai Necrodeath) ci si aspettava un nuovo album degli Schizo ma qualche tempo dopo S.B. fuoriuscì dal gruppo, puoi raccontarci come andarono realmente le cose?
“Beh, è passato così tanto tempo che non ricordo bene neanch’io con esattezza cosa accadde! Di sicuro ci furono delle incomprensioni fra me ed S.B. che portarono alla separazione. Acqua passata, in ogni caso. A questo punto per rimettere ogni cosa al posto giusto ci starebbe pure un nuovo album Mondocane. Vedremo…”
Adesso S.B. Reder è rientrato nella band ed è in ottima forma, ma l’alchimia è rimasta intatta?
“In perfetta forma, infatti. Il lato musicale è ora saldamente nelle sue mani ed a me va benissimo così. Dopo 15 anni e più di lontananza siamo ripartiti anche sul piano amicizia con estrema naturalezza, nonostante la comprensibile cautela iniziale dettata dall’età, e di questo non posso che esserne contento. Non è facilissimo andare d’accordo col sottoscritto, di questo ne sono consapevole, mi piacerebbe comunque continuare su questa strada per diversi anni a venire. Se lo chiedi a me, è questo il mio obiettivo principale.”
Che tipo di feedback ha avuto fino ad ora “Cicatriz Black” da parte di pubblico e media? “Più che positivo, sorprendentemente. Anche le frange più giovani della scena hanno mostrato un chiaro apprezzamento, e la stragrande maggioranza delle recensioni sono state più che entusiastiche, non potrei chiedere di meglio. Naturalmente c’è ancora molto da fare in termini di promozione e diffusione del ‘verbo’, ma siamo solo all’inizio…”
Oltretutto siete reduci dall’esperienza del “Frozer Rock Open Air” in compagnia di Entombed & Brutal Truth, com’è andata?
“Non male devo dire, considerando che era la nostra prima uscita ufficiale. Chiaramente c’è ancora molto da rifinire in sede live, ma come dicevo sopra da qualche parte bisogna pure [ri]iniziare. Grandi Brutal Truth, lasciamelo affermare intanto! Entombed, aveva già suonato con loro un paio di anni fa al s-hammer, Lars G. Petrov è sempre un personaggio, massimo rispetto!”
Avete già pensato alla pianificazione di un tour per portare in giro un po’ di sano “Psycho Thrash”?
“Si, in compagnia degli amici Necrodeath. Alcune date sono state fissate, e se non ci saranno intoppi per fine anno gireremo un po’ l’Italia assieme.”
Qualche tempo fa mi parlasti della possibile release di un 7” split con i Necrodeath, di cosa si tratta esattamente e quando è prevista la sua uscita?
“Un’idea legata alle date in compagnia di cui sopra. Da finalizzare nei dettagli, al momento abbiamo un paio di altre cose da seguire... Ti terrò aggiornato.”
Mi ricordo dell’articolo di un vecchio HM titolato “Thrash Under The Volcano” recensione di un vostro concerto a Catania in compagnia di Necrodeath & Incinerator. Cosa ricordi di quella storica serata?
“Questa me la ricordo bene. Serata memorabile, con tanto di arrivo della polizia post distruzione del teatro in cui si svolgeva il concerto. L’organizzazione fu un qualcosa di veramente complicato per quei tempi, ma nonostante tutti i casini scoppiati a fine serata [con annessa causa e citazione in tribunale da parte del proprietario del locale!] ed i soli tre brani suonati dai Necrodeath prima dell’irruzione delle forze dell’ordine [ahem..] rimane, come hai detto, nel suo piccolo, una serata storica.”
Una curiosità, negli ’80 eri a stretto contatto con Antonio Silvia degli Incinerator (i testi del primo demo sono opera tua) sai che fine abbia fatto?
“Beh, anche il nome della band stessa fu suggerito dal sottoscritto. Chiaramente ispirato dagli ottimi canadesi Slaughter [grande album, “Strappado”]… Purtroppo non ho più sue notizie, se non indirette e rarefatte, da quasi due ventenni.”
Alberto grazie della disponibilità e lascio a te le ultime parole.“Grazie a te per l’intervista ed il supporto. The Maschinengewehr roars again!”
GIUSEPPE THE KRUSHERS - (UR)
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