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Intervista a Carmelo Orlando dei Novembre

Da poco è uscito “The Blue”, la vostra ultima fatica studio, potresti delinearcela?
E’ composto da 12 pezzi, fra cui un instrumental. E’, a nostro avviso, l’album migliore che abbiamo realizzato per diverse ragioni; è nato sotto una buona stella; tutto è filato liscio, nessun intoppo; i pezzi si sono composti quasi da soli. E’ un album che, come molti hanno notato, è più aggressivo, vitale e tecnicamente innovativo.



Potresti interpretarci il titolo, cosa è per te “il blu”?
E’ un titolo così vasto che si potrebbe dire di tutto. In Inglese “the blues” è un sinonimo per “tristezza”. Per dire “sto giù”, dicono “I’m feeling blue”. Perciò, fra le altre cose, è anche un gioco di parole che ben lega con le sonorità dell’album. Inoltre facciamo riferimento alla color synesthesia, il colore che percepiamo quando ascoltiamo certe scale e tonalità fredde o malinconiche. E’ un po’ il background della nostra musica. Un colore che è venuto fuori troppo poco, soltanto in “Arte Novecento”. Era ora che dessimo alla nostra musica la giusta veste

Ho avuto modo di ascoltare “The Blue”, tra tutti i brani quello che mi ha colpito maggiormente è “Triesteitaliana” sia per il livello della fattura (brano che io ritengo che sia il vostro capolavoro) ma soprattutto per il suo titolo, che significato attribuisci a “Triesteitaliana”?
Qualche tempo fa vidi un documentario sui fatti dell’immediato dopoguerra. Parlavano di un Giro d’Italia proprio di quegli anni, il quale, giunto alla zona di Trieste (che al tempo era ancora divisa fra Italiani e Sloveni), subì degli attacchi da parte dei Titini, a colpi di sassi e spari, mentre appena qualche Km più in su, veniva applaudito dagli Italiani. E il documentario andò in fermo immagine proprio su un cartellone a bordo strada, con scritto  “Trieste Italiana”. La cosa mi colpì molto per qualche strano motivo. E’ così strano pensare che avevamo una piccola Berlino in Italia.
Il documentario proseguiva poi, analizzando circa altri 20 anni di storia italiana. Forse mi riferisco alla nostalgia di un’Italia che noi dei primi anni ’70 ci siamo visti scomparire sotto il naso. Sono molto istintivo e veloce nello scrivere i testi. Non ci rifletto mai sopra.

Quale tra i brani presenti in questo album quali lo reputi il migliore e perché?
Sono tutti i miei preferiti. Oggi più che in passato, adoriamo quest’album in ogni sua nota; però la più grande soddisfazione è “Zenith”, l’instrumental, che è venuta fuori veramente benissimo. Non credevamo di riuscirci. Non pensavo che tutto quello che avevo in mente per questo pezzo fosse effettivamente realizzabile. Soprattutto da un punto di vista recordistico; Ma anche sotto il profilo dell’arrangiamento. Soprattutto è riuscita a venir fuori, l’atmosfera che avevo in mente. Una bella vittoria contro le avversità pratiche di strumenti e macchinari :)

Da cosa trai ispirazione per scrivere i tuoi testi?
Come ripeto spesso, quello dei testi è un ambito delicato e difficilmente spiegabile. Potrei tagliare corto dicendo che traggo ispirazione dal mio vissuto, ma è difficile addentrarsici perché dedico ai testi gli ultimi giorni delle sessions. Quelli di quest’album sono stati scritti addirittura una settimana prima che registrassi le voci, percui essendo stati scritti così velocemente e di getto, hanno una componente irrazionale molto alta.

Quali sono le tue band preferite?
Paradise Lost
The 3rd And The Mortal
Bathory
Black Sabbath
Iron Maiden
vecchi Metallica
Slayer
Voivod
Destruction
Kreator
Sodom
Schizo
Necrodeath
Pestilence
Grotesque / At The Gates
Autopsy
Napalm Death
Repulsion
Radiohead
Sigur Ros
Amina
Noir Desir
Kings Of Convenience
Mogwai
God Is An Astronaut
Dead Can Dance
Pink Floyd / Roger Waters
Depeche Mode
Ludovico Einaudi
CCCP / CSI
Fabrizio De Andrè
The Cure
The Smiths
Kate Bush
Tori Amos
Suzanne Vega
Bjork
Duran Duran / Arcadia

Molti vi accomunano agli Opeth che attingono a piene mani dai Pink Floyd, voi cosa per pensate di quest’ultima band da me citata?
Beh, attenzione a dirlo a Mike, per come lo conosco, non credo sarebbe d’accordo con quest’affermazione! Comunque adoro i Pink Floyd. Animals e The Wall, sono capolavori che verranno studiati dalle generazioni future.

Cosa è cambiato nella tua band dai tempi del vostro album d’esordio “Wish I Could Dream It Again” ad oggi?
Non moltissimo. A parte qualche bassista, siamo solo più grandi, abbiamo più esperienza e conosciamo meglio la musica. Per il resto l’approccio con le nostre musiche è sempre quello.

Prima la tua band (in cui già era presente tuo fratello Giuseppe come batterista) si chiamava Catacomb ora invece Novembre, perché c’è stato questo cambiamento di nome?
E perché proprio in Novembre?
A metà ’93 ci misimo d’accordo con la Polyphemus Recs per pubblicare il nostro primo album e avevamo più di una ragione per cambiare nome. Volevamo presentarci al grande pubblico con un nome più particolare, in linea con la nostra musica. Un nome lungimirante, che andasse bene allora come oggi e domani. Un nome da un suono forte, e credo che lo abbiamo azzeccato, perché la tua domanda è quella che mi è stata posta di più in assoluto, anche da giornalisti anglofoni, tedescofoni e così via. Poi il vecchio nome era stato scelto da un tale della primissima ora, e non lo sentivamo come nostro. Dava più l’idea di tematiche che non usavamo più; C’era anche un gruppo Francese con lo stesso nome, così non è stato un gran problema liberarcene.

Di cosa parlavano i testi dei brani dei Catacomb, quali differenze riscontri mettendo la tua attuale band a confronto con la tua ex band?
Non la definirei ex-band. Siamo sempre noi. I testi a quei tempi avevano tematiche angoscianti alla primi Pestilence; tipo, sai quelle cose agghiaccianti come venire ricoperti da insetti, e cose simili. Mi piacevano molto i fumetti di Dylan Dog e qualcosina la presi anche da li. Insomma Death Metal di un tempo!

Quale è tra le vostre produzioni quella a cui sei particolarmente legato?
A tutte, ma a quest’ultima in maggior modo, proprio perché è quella che rispecchia di più i Novembre del presente.

Do a te l’onore di concludere questa intervista, augurandovi un in bocca al lupo per la promozione della vostra ultima “fatica”!
Grazie mille a te saluti ai tuoi lettori. E per chi ci volesse conoscere meglio, lascio i contatti:
http://www.myspace.com/novembre1
http://www.novembre.co.uk
http://peaceville.com/novembre

Pax (Antonluigi Pecchia)

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