Intervista ai Necrodeath
A pagina cento del manuale del giornalismo (se esiste quello del calcio…) c’è il capitolo su come iniziare nel modo migliore un’intervista. Bene, non troverete, di certo, il modo geniale con il quale ho iniziato io questa chiacchierata con i Necrodeath. Va detto, a mia discolpa, che il su menzionato manuale nella sezione “posti in cui tenere le interviste” non cita le automobili. Ebbene sì, quello che vi apprestate a leggere è il resoconto di una serie di domande che il sottoscritto ha rivolto alla leggendaria band ligure all’interno della propria fidata, quanto mal ridotta, macchina. “Colpa” del sound-check dei Cripple Bastards, che non ha reso possibile far tutto all’interno del Target, il locale dove di lì a poco il gruppo si sarebbe esibito. Così la mia prima osservazione, quando mi sono trovato nell’abitacolo della macchina con ¾ dei Necrodeath – nello specifico: Peso, Flegias e il nuovo arrivo Maxx – è stata: “Di solito vi porto nell’autoradio ora vi ho tutti interi qui con me…”
I tre non mi hanno risposto, forse perché non hanno sentito o forse perché ad una cosa del genere cosa vuoi rispondere?
Non mi è restato altro da fare che iniziare il mio "sporco" lavoro di reporter…
In sede di recensione ho definito Draculea un album atipico per i vostri normali canoni. Il dover musicare un concept, a mio parere, ha condizionato la struttura dell’album. Concordate con me?
(Peso) Sì, concordo. Un po’ perché abbiamo dovuto adeguarci al contenuto del concept e un po’ perché abbiamo voluto evolverci rimanendo sempre ancorati alle nostre radici black metal\thrash anni 80. Non abbiamo voluto metterci i paraocchi, abbiamo cercato di fare un disco che fosse oscuro e maligno, puntando su ritmi più lenti, invece che indirizzare tutto sulla velocità com’è accaduto in passato.
Ma dal punto di vista strettamente compositivo il lavoro in studio è cambiato?
(Peso) In un certo senso sì. Se tu ascolti i pezzi ripetutamente e li assimili, ti rendi conto che questi hanno una struttura speculare. Se ci fai caso il simbolo dell’ordine del dragone che si trova all’interno del cd è speculare, la copertina riporta un’immagine speculare, la track-list è speculare. Non sta a me spiegare il perché, ma se ci si fa ben caso questa peculiarità salta all’occhio.
L’album è un concept sulla vita di Vlad Tapes, personaggio storico che ha ispirato Bram Stoker per la creazione del vampiro per antonomasia: il Conte Dracula. Secondo te come mai il vampirismo riscuote tanto successo tra i metallari?
(Flegias) Si parla d’oscurità e questo è un tema caro a tutti i metallari. Poi c’è il sangue, c’è il nero… tutti elementi che si ritrovano nell’icona del metallaro tipo.
Domanda cattiva: ma non credi che per questo motivo sia un tema un po’ abusato?
(Flegias) Può essere pertinente come domanda, ma non ci sfiora. Noi non abbiamo minimante parlato di vampiri. Si parla della vita reale di questo personaggio storico. Ne parliamo in chiave bellica, descriviamo la severità nell’applicare le leggi per incutere il timore nel popolo. In “The Golden Cup” descriviamo come nessuno abbia mai toccato, per paura di essere punito, la coppa d’oro che Vlad aveva fatto porre al centro di una piazza. Il tema del vampirismo non è stato per nulla toccato se non nella cover dei Venom “Countess Bathory”…
… quindi continua questo fil rouge che vi lega ai Venom…
(Peso) Sì, Cronos ha inciso per noi l’intro del nostro precedente album. I Venom, per quanto ci riguarda, sono i padri di tutta la musica estrema e sono stati il primo gruppo che ho visto dal vivo, nel 1984. Ed è proprio in occasione di quel concerto che abbiamo deciso di metter su un gruppo per fare anche noi il “casino” che facevan loro e bene o male nel nostro piccolo ci siamo riusciti, anche se siamo rimasti sempre una band di culto.
A questo proposito posso portare una mia testimonianza diretta. A settembre, in occasione del Total Metal Festival, indossavo una vostra t-shirt (vai con il momento glamour… ) e il bassista dei Dark Funeral, quando l’ha vista, ha indicato il vostro logo e mi ha fatto un gesto d’apprezzamento con la mano. Credo che queste siano belle soddisfazioni, considerando anche le difficoltà che c’erano ai vostri esordi per far girare il proprio nome, soprattutto per una band italiana…
(Peso) Sì, siamo stati dei pionieri. Devi considerare che il nostro primo vero demo-tape l’abbiamo fatto nel 1985 e ci ha portato alla pubblicazione del nostro primo album “Into The Macabre”. Questo è stato un vinile che ha girato tanto arrivando sino in America e Giappone senza l’ausilio di internet… e ovunque andiamo c’è gente che si ricorda dei nostri albori.
Ti è mai capitato di pensare: “Se ai nostri esordi ci fosse stato internet, chissà dove saremmo arrivati?” Perché è vero che il file-sharing aggira i diritti d’autore, ma anche vero che fa circolare tanto il nome…
(Peso) E’ un’arma a doppio taglio. Quando abbiamo iniziato noi in Italia c’erano pochi gruppi: noi, i Bulldozer e gli Schizo. Ora ci sono almeno tre o quattro gruppi in ogni cittadina d’Italia e ognuno ha la propria pagina myspace. Tutti hanno la possibilità di registrare e questo ha portato ad una saturazione. E poi chi te lo fa fare ad acquistare un cd quando puoi schiacciare un tasto e scaricarti tutto?
Magari, acquisti solo il gruppo che ti piace realmente. Per noi che abbiamo vissuto la prima epoca e che ora stiamo vivendo questa non è che la vita ci sia cambiata molto. Abbiamo sempre suonato per passione e continuiamo a farlo solo per questo. Certo ci siamo adeguati anche noi, abbiamo il nostro sito internet e la nostra pagina myspace.
Il vostro rapporto con i fans com’è cambiato?
(Peso) Non è cambiato molto, non abbiamo avuto barriere. Ci puoi trovare sempre al banchetto del merchandising. Certo se ci troviamo di fronte a qualcuno particolarmente insistente sappiamo come tagliare. Abbiamo le nostre difese.
(Flegias) Le abbiamo anche su internet queste difese. Quello che è cambiato veramente è che prima il rapporto con il fan si concludeva al termine del concerto, ora lo scambio può esserci quotidianamente grazie al web.
Come è andato il tour nell’est europeo? Sul vostro sito ho visto che la data in Bulgaria è stata annullata.
(Peso) Siamo appena tornati. Prima di chiamare i gruppi dovrebbero imparare ad organizzare gli eventi…
(Felgias) Per quanto concerne il pubblico è stato molto caloroso, specie a Bucarest.
(Peso) Perché anche loro hanno voglia di musica… Per quanto concerne il pubblico non possiamo che ringraziare tutti, ma il capitolo organizzatori…
E in Italia?
(Peso) Settimana prossima partiamo per il Portogallo, quando torniamo abbiamo una data a Verona e una in Val D’Aosta. Stacchiamo un po’ per Natale, dato che da quando è uscito l’album stiamo facendo un sacco di km.
(Flegias) Senza dimenticare il Gods Of Metal italiano…
… un grande evento che fino a qualche anno fa era inimmaginabile…
(Peso) E’ proprio vero…
Credo che sia arrivato il momento di presentare ai fans il nuovo chitarrista: Maxx.
(Maxx) Sono un loro fan da quando avevo sedici anni, quando mi hanno chiesto di suonare con loro sono stato subito entusiasta. Per quanto concerne le mie esperienze precedenti, ho suonato con altri gruppi, ma nulla di professionale. Questo per me è tutto un altro mondo, per questo posso considerare questa la mia vera prima esperienza. Sono cinque/sei mesi che collaboro con loro. Date non ne abbiamo fatte molte, ma ho lavorato tanto, specie con Peso, per studiare il loro pezzi.
E’ un rapporto limitato all’attività live o Maxx è il nuovo chitarrista della band?
(Peso) Maxx è il nostro chitarrista ufficiale. Dopo la fuoriuscita di Claudio, il nostro chitarrista storico, abbiamo collaborato con Andy e Pier, che ringraziamo, ma sentivamo che era arrivato il momento di rimettere il puzzle a posto trovando il quarto elemento.
Claudio ha sentito il disco? Cosa ne pensa?
(Peso) So che ha ascoltato il disco, ma siamo partiti per la Norvegia e quindi non ho avuto modo di approfondire.
(Flegias) Quando l’ho interrogato a riguardo è stato un po’ vago poiché aveva ascoltato solo i primi tre pezzi e lui voleva assimilar ben bene l’album prima di esprimere un giudizio.
Avete in programma un live cd o un DVD?
(Flegias) Sì, ci stiamo pensando, ma ora non posso promettere nulla. Farlo nel modo giusto non è semplice, siamo una band live e vorremo imprigionare sul DVD la giusta energia.
Di solito il live chiude un’epoca o sottolinea una particolare evento nella vita di una band…
(Flegias) Esatto, anche se noi questo l’abbiamo fatto in occasione del nostro ventennale con la pubblicazione della raccolta.
Questo progetto se lo realizzeremo sarà non solo un regalo ai fans, ma conterrà delle chicche che lo renderanno un prodotto appetibile. Non posso addentrarmi di più perché per il momento abbiamo solo delle idee.
Mentre, com’è andata la produzione del video di “Smell Of Blood”?
(Flegias) Normalmente mi occupo io di tutto per i video, ma questa volta ci siamo avvalsi dell’apporto di un regista, Stefano Milla, che lavora a contatto con i Cavalieri della Commenda, un gruppo di ragazzi che mettono su rievocazioni storiche in costume. Io ho buttato giù una story-board che ho passato a Stefano e hanno realizzato tutto loro. La location è quella di Valle Cristi: un rudere di un monastero nelle vicinanze di Rapallo, dove abbiamo anche scattato le nostre foto promozionali. E’ stato molto bello vedere questi ragazzi all’opera, perché si sono “sbattuti” nella ricerca dell’abito e dell’arma giusta. Hanno curato tutto nei dettagli per rappresentare lo scontro tra l’esercito di Vlad e quello turco. Se ne sono date di santa ragione e non tutto il sangue che è scorso era finto…
A voi la conclusione…
(Peso) Seguiteci sempre, i nostri indirizzi sono:
www.necrdoeath.net e
www.myspace/necrodeath100x100. Per chi non ci conosce è un ottimo strumento per capire chi siamo.
(Flegias) E soprattutto, seguiteci dal vivo…
… cosa vi aspettate dalla serata di oggi…
(Flegias)’Sta sera? Speriamo di uscirne vivi.
g.f. cascatella
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