Intervista ad Atum e M. Fabban dei Malfeitor
Da poco è uscita la vostra prima fatica “Unio Mystica Maxima”, potresti descriverci cosa ne pensate di questo vostro album?
Atum : Sono soddisfatto al 100% di questo lavoro, più lo ascolto e più mi rendo conto di quanto sia valido ed un gradino sopra alla media. Con U.M.M. abbiamo fissato e definito il primo capitolo della storia Malfeitor, le sue origini ed i mesi di fatica volti a generare questa creatura. Siamo già al lavoro sul nuovo disco, questa volta con una formazione davvero al completo, credimi sarà qualcosa di distruttivo e marcio.
Che interpretazione date al suo titolo?
M.Fabban: Unione Mystica, ovvero discesa in Vitriol attraverso il potere del “branco”.
Il sound della vostra band a quali band si è ispirata maggiormente?
Atum : Non saprei. La fase del songwriting è qualcosa di molto naturale e spontaneo, non andiamo certo a cercare quel sound di quella band per un particolare passaggio, semplicemente credo che ogni composizione di ogni singolo musicista sia ispirata da tutto ciò che ascolta e che ha ascoltato, tutto qui.
Voi definite il vostro sound “luciferian black metal”, potreste spiegare meglio ai nostri lettori la differenza del vostro sound dal black metal normale?
M.Fabban: L’aggettivo “Luciferiano” è un modo per evidenziare quella che è la matrice che muove i meccanismi che alimentano Malfeitor, dalla composizione dei pezzi passando per la stesura dei testi. Black Metal e Occultismo sono una sola cosa in questo senso. Noi cerchiamo di produrre Sonic Black Magic al massimo delle nostre potenzialità e possibilità attraverso l’uso e l’abuso della conoscenza dell’esoterismo e delle sue molteplici applicazioni. Spesso la gente apre gli occhi dinanzi a certe cose solo quando avverte disagio, o magari sente la presenza della morte alle spalle...
Oggi il black si è concentrato ad essere più soltanto un genere musicale ma in passato il black era un vero e proprio stile di vita. Cosa pensate a riguardo di ciò, sentite la mancanza di quei giorni?
Atum : Non posso certo dire di aver vissuto gli esordi del Black Metal, almeno non in maniera “attiva” e diretta, quindi mi limito a citarti la mia esperienza. Devo dire che già rispetto a dieci anni fa la differenza si nota parecchio, ormai tutto è un trend e il Black Metal non fa eccezione, voglio dire, quindicenni sfigati che sparlano dei gruppi in un salotto virtuale ? Questo sarebbe il BLACK METAL ?
M.Fabban: Il tempo degli eroi e delle chiese bruciate è finito. Gli “eroi” del black metal non esistono. Guardavo il tutto con molta consapevolezza e con uno spirito assolutamente individualista all’epoca e continuo a farlo anche oggi. Lo stile di vita Black Metal forse non è mai esistito, esistevano e continuano ad esistere personalità e formazioni che riescono ancora a portare avanti una forte simbiosi tra metal estremo ed occultismo. Non è necessario fare nomi. C’è di buono che oggi, come allora, in molti tendono a “lavorare” nel buio affinché l’alleanza cresca indisturbata e lontana dai vagiti della gente.
Ho avuto l’occasione di ascoltare il vostro album in occasione della recensione, ho notato le influenze nel vostro sound di band black metal svedesi come Marduk. È possibile sapere quali sono gli album a cui siete particolarmente legati e quali sono le vostre band preferite?
Atum : Ce ne sono troppe, sarebbe inutile citarle tutte.
M.Fabban: In tutta onestà io non trovo nessun punto di riferimento con i Marduk e tantomeno nel sound svedese dei tempi che furono. Peronsalmente sono molto legato al thrash vecchio stile, al black metal classico, ciò nonostante non disdegno generi nuovi o formazioni in fase di esplorazione di nuovi eoni musicali. Per quanto riguarda Malfeitor… chiunque può paragonarci ad altre bands, ma questo è vano. L’essenza di un gruppo rimane a se stante e le vibrazioni occulte uniche.
Ritengo che l’underground italiano sia come un grande oceano dove ci sono migliaia di pesci che io paragono alle migliaia di band esistenti in Italia. Secondo voi tra tutte le band attive quale meriterebbe di più delle altre di emergere?
Atum : Le band veramente meritevoli stanno già ottenendo dei risultati e gli auguro di arrivare in alto. Le altre, beh, credo che rimanere confinati in questa fogna sia la peggior cosa al mondo, la prima cosa da fare è uscirne.
M.Fabban: In Italia ci sono molti professionisti che sono emersi grazie alla loro serietà e alla passione per un certo tipo di musica e di tematiche ad essa legate. I grandi emergono per le loro qualità e si continuano nel tempo.. come da anni fanno gente come Mortuary Drape invece che Necrodeath, Grimness, Black Flame, Hate Profile, Impure Domain e tanti altri…
Cosa vorreste che cambiasse in Italia?
Atum : L’Italia.
M.Fabban: A me non interessa cambiare nulla.
Quale è il sogno nel cassetto che vorreste realizzare con la vostra band?
Atum : Ce ne sono tanti, ma preferisco non parlarne, siamo solo all’inizio e sarebbe poco propizio, per ora preferisco pensare a cose concrete.
M.Fabban: I sogni non si desiderano, si costruiscono, e personalmente ne sto costruendo diversi, sia “costruttivi” che “distruttivi”.
Lascio a voi la parola per concludere questa intervista.
M.Fabban: Ia Harnum! Ia Sekhmet! Ia Sutekh! 2-777!
Pax (Antonluigi Pecchia)
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