Intervista a La Menade
Dopo il brano per la colonna sonora di “Tre Metri Sopra il Cielo” intitolato “Wheeling”, il primo full-lenght della band è uscito subito dopo il seguito del film succitato, con il videoclip “Danza nel Buio”. Questo connubio immagini-musica ha portato fortuna e fama a La Menade. Raccontateci la vostra esperienza.
Senz’altro, la possibilità di veder inserito un proprio brano all’interno di un film è gratificante, oltre che molto utile per farsi un po’ di pubblicità presso un pubblico più ampio rispetto a quello degli usuali fruitori della nostra musica.
E’ stata una bella esperienza che abbiamo avuto la fortuna di bissare, ma, ti correggo, “Danza nel buio” è il pezzo estratto dal nostro nuovo cd, “Male di Luna”, e scelto per il film, ma il videoclip che abbiamo realizzato è di un altro brano, ovvero “Maledetta Me!”.
Ho recensito “Male di Luna” e ho trovato il vostro rock più maturo e coinvolgente rispetto al primo Ep ufficiale “Conflitti e Sogni”. Come mai?
“Male di Luna” è il risultato della nostra “fatica” quasi - esclusiva, nel senso che, mentre nel primo Ep siamo state seguite dal Red House Recordings, in veste di produttore artistico, la lavorazione di quest’ultima “creatura” è stata totalmente nelle nostre mani, dagli arrangiamenti, ai suoni, alla produzione artistica vera e propria, con il prezioso aiuto, ovviamente, di Nicola Tomasi dell’Art Recordings presso il quale abbiamo registrato.
Ci siamo noi tutte all’interno di ogni singola canzone e scelta fatta, e quindi risulta essere, a nostro avviso, uno specchio più fedele della nostra musica.
In Aprile e Maggio 2007 avete portato con un tour promozionale la vostra ultima fatica in giro per l’Italia. Quale responso avete avuto dal pubblico?
Molto positivo. Il pubblico ha dimostrato di gradire molto “Male di Luna” e le nostre performance live, dove, è bene sottolinearlo, tutto diventa più coinvolgente e travolgente.
Il feedback è stato notevole e ovunque abbiamo trovato persone che, spinte dalla curiosità o perché già ci conoscevano, si sono dimostrate partecipi ed entusiaste.
Il live è il momento che maggiormente ci appaga, quello in cui ti spogli di ogni maschera per mostrarti al pubblico così come sei…
Ascoltandovi dal vivo, si nota una certa attitudine a suonare vari generi, non propriamente vicini al rock anzi, leggermente più estremi. Credete che questa mescolanza abbia aiutato a creare il sound che proponete in sede live?
Lo crediamo fermamente.
Un po’ perché siamo prive di un qualunque criterio, un po’ per scelta, abbiamo sempre mischiato più influenze possibili, o meglio, ci ritroviamo sempre ad esprimerci in modi diversi, avvicinandoci ora ad un genere piuttosto che ad un altro. Credo che senza dubbio questo sia un elemento che aiuta La Menade a creare un sound proprio, difficilmente identificabile con un qualcosa di già definito.
Spaziamo senza remore e, dal vivo, tutto questo, con l’ausilio dell’impatto live, rende il sound piuttosto particolare.
Cantare in lingua italiana nel nostro paese, vi ha fatto raggiungere certe tappe. L’Italia è molto ostinata e svogliata ad appoggiare band che cantano in inglese (colpa anche dell’ignoranza di molti). Secondo voi, ci sono nel belpaese altre band del vostro stesso calibro, che potrebbero esplodere se cambiassero rotta vocale?
La Menade è fermamente convinta che cantare in italiano, per un gruppo italiano (quantomeno per noi!), abbia un sapore di una sfida: la nostra è una lingua estremamente musicale e votata alla melodia. Trovare un compromesso, un linguaggio, una metrica, che riesca ad esprimere un concetto importante e che non si lasci imbrigliare dai canoni della tradizione italiana mi pare un approccio interessante.
Non è stata una scelta dettata da altri ragionamenti se non dalla necessità di trovare un modo per sfruttare al meglio le potenzialità della nostra madre lingua.
Certo, per proporsi all’estero, diventa un po’ penalizzante e limitante…ed è per questo che stiamo pensando alla realizzazione di alcuni pezzi in lingua inglese, per aprirci anche quest’altra possibilità.
Per quanto attiene la tua domanda, non saprei come risponderti. Essenzialmente ritengo che una band non dovrebbe farsi tanti problemi nella scelta della lingua da utilizzare, purchè essa sia funzionale alle sue necessità!
Le Citazioni di poesie nell’artwork, possono definirsi una scelta, oppure un amore verso l’arte?
Entrambe le cose!
Il presupposto è una certa attenzione, da parte nostra, per la letteratura e ogni forma d’arte in genere all’interno della quale trovare libera espressione e godimento, dall’altra volevamo condividere pienamente le riflessioni che ci hanno accompagnate nella realizzazione di “Male di Luna” e abbiamo pensato che, quello della citazione rappresentativa (così come già sperimentato in “Conflitti e Sogni”), potesse essere un modo efficace.
Devo congratularmi con voi per l’idea originale di inserire un ticket gratuito nell’album: un espediente che servirà sicuramente a far conoscere la vostra performance on-stage. E’ vero che al prossimo disco che mi darete da recensire, ci mettere anche i vostri numeri di telefono? SCHERZO!!!!!!! La domanda seria è perché questa scelta e cosa vi ha spinto a farlo.
La scelta è nata dalla constatazione di quanto in Italia si faccia poco per la musica dal vivo e soprattutto per la Musica suonata da una miriade di artisti giovani e talentuosi che però non hanno visibilità e possibilità di pubblicizzarsi, con la conseguenza che diventa difficile, da un lato, trovare spazi e dall’altro, convincere le persone ad entrare in un locale per dare al gruppo di turno la possibilità di farsi conoscere.
Abbiamo pensato che omaggiare i nostri estimatori di un biglietto gratuito per accedere ad un nostro show potesse essere funzionale al desiderio di soddisfare la curiosità di vederci dal vivo: assaggiare la musica con gli occhi e con le vibrazioni di un live è molto più indicativo del valore di un artista di quanto non lo sia un cd, e quindi ci pareva carino dare a chiunque volesse, l’opportunità di metterci alla prova, partecipando attivamente ad un nostro concerto.
Un ultima domanda. Cosa manca a La Menade (oltre al cantato in inglese) per spingersi oltre i confini nazionali?
Nulla in particolare, direi. Il cantato in inglese e un po’ di organizzazione…ma lavoreremo anche per questo.
Grazie per il vostro tempo. Continuate così, siete mitiche!
Grazie a te!!
Stefano De Vito
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