Raw & Wild


- Notizia nr.16702
- Titolo: "PER WIBERG "Head Without Eyes" nei negozi"
- Tratta dal sito: http://www.rawandwild.com
- Pubblicata on-line il: 14/May/2019








Venerdì scorso (10 maggio) PER WIBERG, polistrumentista che ha suonato tastiere, basso e chitarra con svariate band tra cui Opeth, Spiritual Beggars, Candlemass e altre, ha pubblicato il suo debutto solista “Head Without Eyes” su Despotz Records/Terminal Video Distribuzione.

Dal disco sono stati estratti due singoli “Pile Of Nothing” (https://youtu.be/x81b88ZEMz4) e “Get Your Boots On” (https://youtu.be/BaWlJR-X_o0).

Il termine “heavy” può essere applicato a molti generi musicali diversi e in molti contesti differenti. Negli ultimi trent’anni il musicista svedese PER WIBERG si è guadagnato da vivere suonando principalmente musica pesante. Un polistrumentista che ha suonato tastiere, basso e chitarre con un nutrito numero di band e artisti come Opeth, Spiritual Beggars, Candlemass, oltre a Clutch / Bakerton Group, Switchblade e Kamchatka solo per citarne alcuni. “Sono sempre stato e, per molti aspetti, sono ancora un tipo da band, quindi per questa avventura in solitaria ci è voluto molto tempo. Fa paura non avere un gruppo di amici su cui fare affidamento e scambiare le proprie idee, ma è stato molto salutare uscire da quella comfort zone. Penso che si rifletta molto sulla musica ed è sicuramente un album che dovevo fare. È tempo per un diverso tipo di musica pesante”, spiega PER WIBERG.

L’album “Head Without Eyes” è il risultato della necessità di non rimanere fermi dal punto di vista artistico. Se si combina questo con una vita di dipendenza dalla musica e di collezione di dischi, si otterrà un amalgama di hook accattivanti e melodie memorabili sovrapposte a suoni allucinati che esplorano i lati più sperimentali della musica rock. Categorizzare risulta impossibile, ma proviamo a dipingere la scena. Immaginiamo, se si riesce, un tè pomeridiano con Killing Joke e Van Der Graaf Generator, seguito da una canna in compagnia di Hawkwind e Young Gods, mentre dopo c’è un invito per un bicchierino con Talk Talk e Swans. Siete dei nostri? C’è molto doom, talvolta dissonante, nelle canzoni e insieme alle parti melodiche si crea un interessante senso della dinamica. Ciò è sottolineato dai paesaggi surreali descritti nei testi talvolta sinistri.
Con “Head Without Eyes”, Per ha creato una nuova piattaforma per scrivere e suonare musica che si muove tra dissonanze e armonie. Inoltre, ascoltando queste canzoni, non si può fare a meno di notare quanto suoni maturo per essere un album di debutto, ma del resto, se sei ciò che suoni, non puoi mai sbagliare.

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