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Legati ad uno scomodo nome, gli inglesi
Demon hanno pagato esageratamente la scelta di attirare l'attenzione
con un monicker scioccante e con testi di stampo horror-gore.
Confusi con la NWOBHM, che comunque li ha portati all'attenzione generale,
i Demon si sono formati in realtà intorno ad un nucleo di musicisti
attivo ben prima della famosa data spartiacque del 1980. |
Gruppo atipico, lontano dai riflettori della notorietà,
quasi disinteressato a rilasciare interviste, pochissime foto esistenti
ed un'attività del vivo che ruota, quasi esclusivamente, sull'asse Inghilterra
- Germania, con una maggior attenzione per il mercato tedesco, lunico che
ha mostrato un po di interesse per la band.
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A dar vita al demone ci pensano il
cantante "Dave Hill" , il chitarrista "Mal Spooner"
ed il batterista John Wright", completa la formazione il chitarrista
"Les Hunt". Così assestati i Demon debuttano con il singolo
"LIAR/Wild Woman" nel 1980, che raccoglie consensi nonostyante
siano assenti le tematiche ossianiche che il nome lasciava presagire.
segue un secondo singolo "Ride of Wild", decisamente inferiore
e così occorre attendere l'album di debutto, per verificare le qualità
della band. |
Il posto del bassista e preso da Paul Riley.
Quando nella seconda parta del 1981 esce "Night of the Demon",
a colpire nello stomaco è la putrefescente copertina e quando partono le
prime note del macabro intro "Full Moon", si ha proprio la sensazione
che siano arrivati i massia del sabba nero. Poi però l'album prende una
piega decisamente Hard Rock.
Riff scolpiti nel marmo e una carica coinvolgente, ma senza particolari
conceessioni gotiche, se nono in alcuni testi.
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Spiccano delle ottime songs quali "Decisions",
"Big Love", e la trascinante "One eluva Night",
che diventerà anche un singolo.
Un anno dopo i Demon ritornano sulla scena con un nuovo LP intitolato
"The Unexpected Guest", dove l'impronta sonora si fa più
epica e mistica e le liriche meno volgari. Il gruppo comincia a
raccogliere i primi consensi del pubblico e tenta la mossa di un tour
spettacolare dove i cinque vengono vestiti da demoni, con tombe ed
ossa sul palco, con il cantante camuffato da un albero umano che
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declama mistici presagi, mentre fogli msecche vere codono
sul pubblico, accompagnate dal sibilo del vento. I pezzi del disco più acclamati
sono "The spell", "Victim of Fortune", "Strange
Institution" e la magica "Don't Break the Circle".
Tutto sembrava filare per il verso giusto, ma la stampa d'olremanica, dopo
aver incentivato l'area dark del metal, decise che era arrivato il momento
di sottomettersi all'america, e così i Demon vennero accusati di satanismo
o pegio di pacchianeria. La situazione tocca il fondo to la perdita del
contratto con la Carrere (la stessa dei Saxon).
Con "The Plague" la sorpresa è notevole, la band ha abbandonato
le sonorità Hard Rock, per un suono dai lineamenti progressivi, con continui
innesti di tastiere.
Lo stupore dei fans è giustificato, ma il tempo ha reso giustizia alla scelta
dei Demon e "The Plague" fino ad oggi ha venduto più di centomila
copie.
Bisogna aspettare fino al 1985 per ritrovare nei negozi di dischi un nuovo
LP della band, ma pochi mesi prima il chitarrista, Mal Spooner, muore improvvisamente,
mettendo in serio pericolo la line-up della band.
Ma in pochi mesi riescono a mettere su il loro quinto album "Heart
of our Time", dove John Waterhouse, alla chitarra, e Gavin Sutherland,
al basso, solo ospiti nel disco precedente, diventeno membri ufficiali del
gruppo.
I brani sono una mediazione tra la spontaneità degli esordi e la voglia
di ricerca degli ultimi lavori. Ne viene fuori un disco molto bello, vario,
dove si possono trovare una serie di ottime canzoni. Ritornano due anni
dopo tornano con un nuovo album intitolato "Breakout", forse il
migliore delle loro lunga discografia. In questo LP il suono è più epico
e pomposo, con chitarre e testiere più che presenti e maestosi ritornelli
tipici dell'epic.
Il settimo sigillo esce nel 1989 e porta il titolo di "Taking the World
by the Storm", ed esce per la Sonic (il nuovo nome della loro vecchia
casa discografica, la Clay), e la line-up come sempre è rivoluzionata.
L'album è sensazionale, qui possiamo trovare alcuni dei brani più belli
della band come la title-track e la bellissima "Time as Come".
Il gruppo parte per un tour tedesco in compagnia degli svizzeri China.
Tra queste date viene scelta quella del 10 dicembre 1989 per la registrazione
di un doppio album live, che raccoglie il meglio della storia dei Demon.
Li lavoro successivo riprende la scia del precedente, un Hard Rock maestoso
e sinfonico, carico di patos ed energia. Negli undici brani si possono trovare
alcuni cali di tono ma nel complesso è un buon lavoro.
Purtroppo la qualità non basta, il fedele Steve Watts lascia la band a cause
della cancellazione delle date inglesi per mancanza di di prevendite vendute,
seguito dalla sempre tormentata sezione ritmica.
Ritornano nel 1992 con "Blow Out", con brani potenti, nessuna
tastiera e con due chitarre ritmiche che si concedono poche escursioni solistiche.
Nel 1993 una nuova tourneè tedesca e poco prima di patire per le date inglesi
la band si scioglie.
Forse un giorno il demone ritornerà, anche se si vocifera che in questo
periodo la band si stà riformando, per vendicarsi....
| Night of the Demon |
1981 |
| The Unexpected
Guest |
1982 |
| The Plague |
1983 |
| British Standard
Approved |
1985 |
| Heart of our Time |
1985 |
| Breackout |
1987 |
| Taking the World
by the Storm |
1989 |
| One Helluva Night
"Live" |
1990 |
| Hold on to the
Dream |
1991 |
| Anthology |
1991 |
| Blow Out |
1992 |
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