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:: Charles“Chuck” Schuldiner, 05/1967 – 12/2001
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Uno dei padri del metal estremo targato
’80, fautore della nascita di un vero e proprio movimento musicale
che ha influenzato più di una generazione di metal kids in tutto il
mondo, questo grazie al suo inconfondibile stile compositivo sempre
coerente, dopo un lungo periodo durato circa due anni, nel quale ha
combattuto la sua lotta contro il cancro, giovedì 13 dicembre 2001,
alle ore 16:00 americane, un'ora dopo aver fatto ritorno a casa dall'ospedale,
ci ha lasciato, è morto in casa sua, insieme ai suoi cari.
“Sicuramente in quattordici anni di carriera ci sono molti momenti
piacevoli e ricordarli tutti è cosa veramente ardua. Quanto invece
ai momenti difficili, anche qui ce ne sono veramente tanti, però non
voglio cancellarli, voglio portarli sempre con me, perché la vita
è fatta di momenti belli e altri peggiori ed è giusto portarsi tutto
appresso, perché anche le cose peggiori alla fine aiutano, aiutano
a capire meglio la vita ed insegnano come affrontarla. Io credo fortemente
in quello che faccio, amo la musica e so esattamente quello che voglio
fare, quindi continuo per la mia strada facendo quello che mi piace,
superando i momenti difficili e cercando di trovare sempre il positivo
in tutte le situazioni che mi si fanno incontro”
(estratto da un’intervista rilasciata a Metal
Hammer) |
E nel 1982 che il piccolo Schuldiner comincia a maturare
quella passione che poi diventerà il suo unico scopo nella vita, ed è nel
’83 che fonda, insieme al chitarrista Rick Rozz e il batterista Barney “Kam”
Lee, il suo primo progect, i Mantas, prototipo di quello che poi sarebbero
diventati un’icona, i Death.
Nel 1984 i Mantas si sciolgono e nascono i Death che nel 1985 registrano
ben tre demo, “Infernal Death”, “Rigor Mortis” e “Back From the Dead”, tre
prodotti che non avevano nulla a che vedere con la ricercatezza e la sperimentazione
dei lavori successivi, era un buon e divertente death metal , composto essenzialmente
da giri veloci, tempi ossessivi e cattiveria.
Nel 1986 registrano “Mutilation” ed iniziano le sessioni di registrazione
del loro primo lavoro uscito per la Combat.
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Era il 1987 quando Chuck, a soli 16
anni, da alla luce il suo primo lavoro ufficiale con i Death, “Screma
Bloody Gore”, questo fu il primo capitolo per la nascita di un genere
ed un sound che prenderà poi il nome proprio dalla sua band: Death
Metal. Sicuramente erano ancora lontani i tempi in cui il sound del
giovane musicista sarebbe diventato complesso e ricco di contenuti,
però le promesse c’erano tutte sarebbe stato solo questione di tempo
e maturità. Da non dimenticare brani come “Mutilation” e “Zombie Ritual”. |
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Nel 1988 esce, sempre per la Combat,
il secondo capitolo intitolato “Leprosy” che fa subito notare il discreto
crescendo evolutivo che, pur essendo molto simile al precedente lascia
intravedere nel complesso una parte del songwriting più raffinata
e pensata che, visto l’album precedente, nessuno avrebbe immaginato.
Più melodia ed una visione della morte diversa rispetto a quello decantata
nel lavoro precedente.
Nel 1989 Rick Rozz viene sostituito da James Murphy, e da qui in poi
la band vedrà variare la propria line-up molto spesso. |
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Nel 1990 esce nei negozi di dischi
di tutta America ed Europa il capitolo della svolta aggressiva e brutale
a quella più ricercata, “Spiritual Healing”, una sorta ci cocktail
tra il vecchio ad il nuovo sound che raggiungerà l’apice con il lavoro
successivo.
Già dal titolo si può intuire un cambiamento, il tema della morte
è visto con occhio più adulto, ci si interroga sull’incidenza della
religione e delle convinzioni personali sulle azioni umane, sempre
sviluppato su sound aggressivo anche se trasportato in un contesto
più maturo. |
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Il 1991 è l’anno della conferma, esce
“Human”, il primo capitolo della svolta che li aprirà le porte dell’immaginazione
e della sperimentazione più assoluta. Tecnico, fuso perfettamente
tra musica e testo, unico, forse anche grazie alla formazione, Steve
Di Giorgio al basso, Paul Masvidal dei Cynic alla Chitarra e Seam
Reinert dei Cynic alla batteria.
Di certo la line-up avrà contribuito al risultato finale, però la
classe del purosangue floridiano è indiscussa.
Nasce un secondo periodo della carriera di Schuldiner, il primo, dal
1983 al 1990, caratterizzato da un sound classicamente death metal
anche se con un costante crescendo, il secondo, dal 1991 in poi, fatto
di eccezionali capolavori. |
1992 esce per la Metal Blade la prima raccolta intitolata
“Fate – The bast of Death”.
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Meno sperimentale ma più progressivo
senza nessun ombra di dubbio è “Individual Thought Patterns”, a mio
avviso un vero e proprio capolavoro (era il 1993). La line-up e ancora
composta da elementi eccezionali come Steve Di Giorgio al basso, Gene
Hoglan alla batteria ed Andy La Roque alla chitarra.
Una sorta di opera omnia sull’individualità umana, complesso, fluido,
potente, dignitoso e forte moralmente nei testi, non siamo più di
fronte ad un adolescente incazzato, ci sono riflessioni pensieri dubbi
personali, tutto entra in un contesto più umano. |
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1995, due anni dopo è la volta di “Symbolic”
che sconvolge gli animi meno dei suoi due predecessori, è un accurato
sunto, per certi aspetti più riflessivo.
1997 Chuch fonda i Control Denied, una sorta di heavy metal band contaminata
al 100% dal sound Death. In questo situazione Chuch non si cimentò
come cantante, il suo sogno sarebbe stato vedere schierato nella formazione
il grande Ronnie James Dio, il quale ha negato la sua partecipazione
per ragioni sconosciute. Da subito mette in chiaro una cosa che gli
sta molto a cuore, “I Death sono la mia vita, sarò sempre legato indissolubilmente
ai Death”. |
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Nel 1998 esce “The Sound of Perseverance”
ultima fatica in studio dei Death. Una sorta di tributo in chiave
Death all’ormai quasi dimenticato heavy metal ’80. Un disco tecnicissimo
quasi al limite del progressivo, potente e melodico concludendosi
con la cover di “Painkiller”, tanto per testimoniare l’amore per il
metal classico. I suoi dischi preferiti:
IRON MAIDEN “THENUMBER OF THE BEAST”
IRON MAIDEN “PIECE OF MIND”
KISS “ALIVE”
MERCYFUL FATE “MELISSA”
EXCITER “HEAVY METAL MANIAC” |
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Il 1999 è l’anno della pubblicazione
del primo lavoro dei Control Denied “The Fragile Art of Existence”,
ovvero i Death con Tim Aymar alla voce. Già altre volte Chuch aveva
fatto presente di voler prendere un cantante “vero” per i Death probabilmente
questo poteva essere solo l’inizio di un nuova visione musicale che
purtroppo da li a poco sarebbe diventata impossibile.
In questo periodo fu operato al cervello. |
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Nel 2001 vengono stampati due
live, uno in formato VHS intitolato “Live in L.A. (Death & Raw)”,
e “Live in Endhoven”, in formato CD, da li a poco il tumore al cervello
entrerà nella sua fase terminale.
Chuck non è più tra noi: con Lui si sono dissolti anche i Death
ed i Control Denied... ma nessuno potrà mai cancellarlo dal
nostro cuore.
Sicuramente di lui resterà la sua musica…
BF |
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