Raw & Wild - Heavy 'zine eighties
Newsletter
Home Reviews Interviews Download Speciali Contact
   Search band reviews A-Z
   A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Y - Z - 3
News
20/11/08 The Amenta: tour europeo con Vader , Deicide e Samael
19/11/08 My punk rock festival vol IV
19/11/08 Children of Bodom, dal vivo in Italia
19/11/08 Nuovo singolo per i Subliminal Crusher
19/11/08 Soudstrike nel roster della MWPA
19/11/08 Accordo tra Alkemist Fanatic e Antstreet rec.
Archivio news >>> Più recenti >>> Cerca tra le news >>>

:: BLACK SABBBATH - Biografia

La fine degli anni’60 vede l’esordio o l’affermazione (come nel caso dei Doors) di band dal sound poco sorridente o da non ascoltare in riva al mare. E’ questo il caso di una band il cui nome è sinonimo di leggenda: Black Sabbath. Sin dagli esordi la band di Osburne e Iommi si differenziò dalle altre per il sound schiettamente catacombale, monolitico e molto molto duro, senza alcun compromesso commerciale, ma andiamo con ordine… E’ il 1968 quando quattro giovani provenienti dal sobborgo di Birmingham decidono di creare dalle ceneri degli Earth e, ancora prima dei Polka Tulk, i Black Sabbath. Con questo nuovo moniker, preso in prestito da un film del nostro grande Mario Bava, il quartetto comincia a muoversi con qualche demo nei pub locali. Della partita sono Terrence Michael "Geezer" Butler, Frank Anthony "Tony" Iommi, John Michael "Ozzy" Osbourne e William Thomas "Bill" Ward, insomma la più storica delle formazioni. I B.S, suonavano un durissimo blues mischiato all’hard rock, al jazz e alla psichedelica, creando così un genere che ancora oggi continua a coltivare proseliti fra i musicisti e, purtroppo non molti fra il pubblico: il Doom metal, caratterizzato, ieri come oggi, da ritmi cupi e lenti e da voci catacombali e sinistre. Nel 1970 i ragazzi riescono ad ottenere un contratto con la Vertigo, sotto la quale esce il primo capolavoro, eponimo, della band, contenente alcuni fra i più celebri brani della band nonché i più sinistri ed occulti. A cominciare dall’intro classico del doom: pioggia, temporale e la campana di una chiesa e vai con i tempo lentissimo di “Black Sabbath”, si passa poi al blues molto personale di “The Wizard”, segue poi la dura “N.I.B” e la grande dimostrazione di perizia tecnica in campo jazzistico di “Sleeping village”. Da ricordare è anche la copertina del disco, una delle più tetre della storia del rock e della musica in generale. Sempre nel 1970 è la volta dell’album più famoso dei Black Sabbath: Paranoid. Inutile dire che il pezzo più famoso, o uno dei più famosi del metal è proprio “Paranoid”. Proprio quel pezzo fu concepito come un tappabuchi, visto che il secondo album doveva uscire e di fretta anche. Ma “Paranoid” (l’album) pullola di altri grandi brani che spesso e volentieri sono messi in secondo piano: “War Pigs”, “The Iron Man”, “Placet Caravan”, “Electric Funeral”. Nel 1971, la band sfodera un altro capolavoro, a conferma dello stato di grazia che vivevano in quel periodo: “Master of reality”. E anche qui ci sono delle chicche niente male: “Children of the grave”,“Sweat Leaf” un sano inno alla marijuana, e direi anche lo splendido strumentale “The Orchid”, senza contare anche “Into the void”. E’ la volta poi di “Volume IV”(1972)e la band comincia delle estenuanti tournee che se da un lato le faranno acquistare una fama senza precedenti, dall’altra le leveranno molto a causa di droghe e stress vari. Da citare in questo album lo strumentale acustico/celtico “Laguna sunrise”, la opener “Wheels of confusion”, “Supernaut” e “Snowblind”. Ma la creatività non è intaccata, infatti nel 1973 esce “Sabbath Bloody Sabbath” e qui è la volta della guest star. Infatti Iommi contatta per come tastierista Rick Wakeman degli Yes. L’album presenta delle venature più progressive (inteso alla maniera dei Sabbath). Il pezzo eponimo presenta i classici giochi a cavallo fra hard rock e jazz (che poi è la fusione classica che avviene nel prog), vi è poi “Spiral architect” e “Who are you?” ma soprattutto la coinvolgente “Sabbra Cadabra”. Il gruppo passa il 1974 fra aule di tribunali, impelagato in cause col vecchio manager (scaricato senza tanti complimenti dopo Paranoid) e per il fallimento della casa di amministrazione dei diritti della band. Intanto esce Sabotage, in cui il suono della band si riconferma nel suo suono più hard. Sabotage è seguito da Technical Ecstasy, disco abbastanza criticato all'epoca, per il deciso cambiamento di suond del gruppo. Intanto la prima line-up del gruppo si avvicina alla capitolazione. Le tensioni sono continue (specialmente fra Iommi e Ozzy), l'uso di droghe è enorme , e anche la creatività subisce un forte calo. Con “Never Say Die”, dal titolo emblematico si conclude il primo capitolo della storia dei Sabbath, in quanto Ozzy aveva lasciato brevemente la band prima di ritornare per realizzare il disco. Il cantante però perde il padre dopo l'uscita del disco e abbandona definitivamente i Black Sabbath per la carriera solista che lo porterà ancora più sulle vette di popolarità e purtroppo dell’alcolismo. Si pone ora ai tre restanti componenti del rimpiazzo. Viene scelto l'ex cantante dei Rainbow Ronnie James Dio, la cui passione per il fantasy e le atmosfere medievali si sposano alla perfezione con le atmosfere oscure dei Sabs. Il primo prodotto della nuova line up è il grandissimo “Heaven and Hell”, vera perla di puro metallo pesante, in cui i Black Sabbath riguadagnano il posto di leader agli occhi di tutta una nuova schiera di fans dell'heavy metal. Il disco contiene delle vere e proprie pietre miliari del metal come “Neon Knights”, “Children of the sea”, “Heaven and hell” e “Die Young”. Il tour del disco, che riportò la band nell'olimpo delle migliori live band del pianeta, culmina con 4 notti sold-out di fila all'Hammersmith Odeon di Londra. Per motivi familiari dopo il tour Bill Ward abbandona il gruppo, e viene sostituito da Vinnie Appice (il quale seguirà poi Dio in gran parte della sua carriera solistica). Il secondo, ed ultimo, parto della seconda incarnazione dei Sabs è Mob Rules, purtroppo non ispirato come il primo, ma con ottime canzoni come “Voodoo”, “Mob Rules”, “Turn up the night” e “Sign of the southern cross”. Come ultimo sussulto della formazione con Dio arriva il secondo disco dal vivo della band (il primo, Live at Last, fu pubblicato postumo nel 1980), Live Evil. Dio fu sempre critico nei confronti di questo album, in quanto fu tagliato fuori dalla produzione dello stesso. In effetti il mixaggio dell voce è tremendo, e molti assoli di chitarra potrebbero essere tranquillamente tagliati. Il singer italo-americano si porta dietro Vinnie Appice e inizia la carriera col suo gruppo, i Dio. A sostituirlo arriva nientemeno che Ian Gillan, leggendario urlatore dei Deep Purple. Il disco Born Again è l'unico esperimento di questa line up, che vede anche il ritorno di Ward alla batteria. Il disco è poco apprezzato dai fans, la direzione musicale è un parziale ritorno alle origini, abbastanza lontano dal metal dell'era Dio. Il gruppo si scioglie, Gillan va a preparare la reunion dei Deep Purple, Butler e Ward lasciano la band. Iommi inizia quindi una girandola mostruosa di musicisti (a volta durano solo poche incisioni o poche date del tour), che lavorano con lui ai suoi progetti solisti che però portano ancora il nome Black Sabbath. Da ricordare ci sono “Seventh Star” con Glenn Hughes dietro il microfono. A porre una tregua a questo delirio di Iommi arriva il Live Aid del 1985 dove la formazione originale suona per beneficienza. A prendere il posto di cantante arriva poi Tony Martin, che ridà un po' stabilità al gruppo, che compone ottimi dischi come Eternal Idol, Headless cross (con nientemeno che il grandissimo Cozy Powell alla batteria) e Tyr. Ad interrompere questa girandola, arriva la tanto rumoreggiata reunion con Dio, che si conclude dopo il buon album Dehumanizer, per colpa di nuovo degli screzi fra Dio e il duo Iommi-Butler. Ozzy ha infatti invitato la sua ex band ad aprire i concerti finali del suo tour a Costa Mesa, in California. Dio si rifiuta e lascia la band. A prendere il suo posto per quei due mitici concerti arriva nientemeno che il Metal God per eccellenza, Rob Halford dei Judas Priest (il quale è sempre stato un appassionato dei Black Sabbath, dichiarò che non gli sembrava vero di suonare insieme ai suoi idoli di giovinezza). Un altro album con Martin alla voce, Cross Purposes, del '94, e poi finalmente la notizia che tutti i fan dei Black Sabbath aspettavano: la Reunion della formazione originale. Impossibile enumerare le band che direttamente o trasversalmente tributano con la loro musica, questo grandissimo ed innovativo combo inglese. Senza guardare necessariamente alla diretta filiazione del gruppo e cioè al doom metal, echi dei Black Sabbath sono riscontrabili in tutta la musica d’autore prodotta dopo del loro arrivo.

MURNAU

<<< indietro





Reviews Archivio recensioni >>>
Bible Of The Devil
"Feedom Metal"
Magica
"Wolves and Witches"
Eldritch
"Livequake"
Artillery
"One Foot In The Grave, The Other One In The Trash"
Azmaveth
"Strong As Death"
Noise Of Creation
"Demo 2007"
Svarti Loghin
"Empty World"
Silver Dirt
"Sonic Live 2006"
Black Wings
"Sacred Shiver"
Neuronia
"The Winter Of My Heart"
Janvs
"Vega"
Dark Faces
"The Path"
Demigod
"Let The Chaos Prevail"
Silver Dirt
"Sonic Boom"


Nome gruppo: Rayon
Titolo: "Runnin' From Elm St."
Genere: Hard Rock
Anno di pubblicazione: 2006
URL: www.myspace.com

PARTECIPA ALL'ESTRAZIONE
e scopri i prossimi cd in palio


VUOI PARTECIPARE CON LA TUA BAND?
Speciali

R&W free compilation
:: Raw & Wild Compilation vol. 16
E' online il sedicesimo volume della R&W compilation con: Schizophrenia, Rayon, Cruel face of life, Several Union, Lacerater, Storm of damnation, Neverise, Spinal shiver, Nowhere, Gallery of lore.

Download now Download now - R&W compilation vol15 - free mp3 compilation
Assalto all'Arma Bianca vol 3
:: Assalto all'Arma Bianca vol 3
E' online il terzo volume della compilation dedicata alla bands che cantano in lingua italiana: S.R.L., ILLOGO, CRANIMO, DISFORIA, NERONOVA, LACERATER, LINEAVIOLA, CLINICAMENTE MORTI, OS.CU.RE, UGLY FACE

Download now Download now - R&W compilation vol15 - free mp3 compilation







Gemellagi

My Kingdome Music
MetalBlade
Live in Italy
Pigsty Concerty
Dimmu Borgir Italia
SG Metal
EG pubblice relazioni
Necroagency
Roadrunner Italia
GetSmart!
One dead agency
HolySteel - christian music webzine
HardCash
HellFire
Metal Wave
Kick promotion agency
Suono Ribelle
Jolly records
Tempo Rock
Metallized
Disintegration
Dheadbangers 'zine
DollWork
FolkStone
MetalBeta
Haternal webzine
UpTheIronsGroup
Delirio concerti
Mal the core project
Bologna Rock City
         

Home | Reviews | Interviews | Poodcast | Download | Speciali | Contact
Pubblicità | Collabora con Raw & Wild



e-mail © RAW & WILD 2000 / 2008 - P. IVA 03312160710
Ogni riproduzione anche parziale è vietata - Info
MSN: rawandwild@hotmail.it

Powered by FareSviluppo.it
admin